Mi sono chiesta tante volte cosa sia per me il Popolo della Libertà, il mio partito. Esserci adesso, da protagonisti della fase costituente, significa poter scrivere nuove pagine di storia attraverso la nostra immaginazione politica. Il PdL che immagino è la “Casa” degli italiani, dei lavoratori, delle donne e dei giovani, un grande sogno che diventa realtà. Penso al PdL come a un luogo aperto a tutti nel quale non esistono iscritti di serie “A” e serie “B”, un partito che include e non esclude. Una forza che guarda al bene comune e che assume un compito che non ha eguali: creare il futuro. Abbiamo dibattuto sullo statuto, la carta fondativa di questo grande soggetto unitario, quella che ne tratteggia la struttura. A me interessa che lì sopra ci sia scritto , ; che tra gli scopi di questa innovazione della politica italiana c’è quello di coinvolgere e liberare le energie di coloro, le donne, che spesso sono state tenute fuori dalle stanze dei bottoni. Non ci saranno corsie preferenziali, ma solo opportunità. Il PdL sarà anche il partito dei giovani, che potranno iscriversi già a 14 anni. Lo svecchiamento della classe politica è già iniziato, grazie al presidente Silvio Berlusconi ed al suo coraggio politico, e continuerà inesorabile. Il PdL sarà il partito che darà ai giovani, quelli che credono nella politica, quelli che amano l’Italia e che si battono nell’interesse della Nazione, la possibilità di crescere e formarsi. Sono centinaia i ragazzi che ogni giorno bussano alle porte dei nostri circoli e che non lasceremo fuori, ma integreremo, secondo criteri di merito, nella struttura dirigenziale del PdL. Siamo il partito che ha scelto la “religione del programma” e non abbiamo bisogno di definizioni perché noi siamo ciò che abbiamo fatto, tutti insieme, ciascuno con le proprie competenze, la grinta, la tenacia e la volontà. Noi siamo tutto questo, il Popolo della Libertà è questo. Ci aspettano ancora grandi sfide che, insieme, riusciremo a vincere per costruire l’Italia della libertà.
Mara Carfagna
venerdì 27 marzo 2009
lunedì 30 marzo 2009
venerdì 27 marzo 2009
Primo congresso nazionale del Popolo della Libertà
Ci siamo. Da domani a domenica il Popolo della Libertà celebrerà il suo primo congresso nazionale. Nel nostro sito, http://www.ilpopolodellaliberta.it/, trovi tutte le indicazioni per partecipare dal vivo e via internet, a partire dalla diretta on line dell'intera manifestazione.
Stiamo per vivere dei giorni storici. Credo che tutti noi dobbiamo essere orgogliosi del cammino che abbiamo fatto dal 1994 a oggi e del pezzo di storia che ciascuno di noi ha contribuito a costruire, laddove si è trovato ad essere, con la responsabilità, piccola o grande poco importa, che ha dovuto assumersi.
Dobbiamo essere fieri e contenti. Siamo consapevoli delle fatiche, dei limiti, degli ostacoli che abbiamo dovuto affrontare e sappiamo che altri ne avremo da superare nel tempo che verrà. Però siamo più forti, più esperti, più capaci di quando abbiamo cominciato e consapevoli che siamo chiamati a scrivere altre importanti pagine della storia della nostra Italia.
Lo faremo, ancora una volta, insieme: tutti uniti nel Popolo della Libertà.
on. Antonio Palmieri
responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL
Stiamo per vivere dei giorni storici. Credo che tutti noi dobbiamo essere orgogliosi del cammino che abbiamo fatto dal 1994 a oggi e del pezzo di storia che ciascuno di noi ha contribuito a costruire, laddove si è trovato ad essere, con la responsabilità, piccola o grande poco importa, che ha dovuto assumersi.
Dobbiamo essere fieri e contenti. Siamo consapevoli delle fatiche, dei limiti, degli ostacoli che abbiamo dovuto affrontare e sappiamo che altri ne avremo da superare nel tempo che verrà. Però siamo più forti, più esperti, più capaci di quando abbiamo cominciato e consapevoli che siamo chiamati a scrivere altre importanti pagine della storia della nostra Italia.
Lo faremo, ancora una volta, insieme: tutti uniti nel Popolo della Libertà.
on. Antonio Palmieri
responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL
martedì 24 marzo 2009
AZZURRO DONNA: DELUSIONE PER 'ABOLIZIONE LISTINO
La dirigente di Azzurro Donna, Clorinda Boccia Burattino, esprime rammarico a nome di tutte le donne campane di Forza Italia per la nuova legge elettorale votata in consiglio regionale che determina l'abolizione del listino.
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sabato 21 marzo 2009
1° FORUM – AZZURRO DONNA SALERNO
SALERNO NEL CASO CAMPANIA. LE NUOVE FRONTIERE DEL LAVORO:
DALLA PRECARIETA’ ALLO SVILUPPO POSSIBILE
L’Avv. Anna Ferrazzano, coordinatrice cittadina di Forza Italia verso il PDL e di Azzurro Donna di Salerno, ha presentato ieri pomeriggio, presso la sala Leopoldo del Convento dei Cappuccini, un tema di grande attualità, quale quello della precarietà lavorativa, attraverso un modo di fare politica “interattivo” .
Gli interventi degli illustri relatori, il direttore del Denaro Alfonso Ruffo, Franco Bisogno, Segr. Prov. UGL, Franco Favella, Segr. Prov. CGIL, l’Avv. Pippo Falvella, hanno affrontato il tema del convegno con grande consapevolezza e onestà intellettuale, avanzando proposte di soluzione.
E’ stato dimostrato, in concreto, come di fronte a determinate questioni, possa essere possibile il superamento degli “steccati ideologici” e la ricerca di un serio dialogo di crescita e sviluppo, nell’interesse della collettività.
Il direttore Alfonso Ruffo ha riferito, tra l’altro, di un rapporto del CENSIS che ha paragonato le città italiane più arretrate a degli animali: Salerno è risultata una rondine… ha grandi potenzialità di sviluppo sulle quali investire, a differenza di altre città.
La speranza per la nostra provincia è che da rondine possa finalmente “far primavera” …
ANNA KATIA DI SESSA
DALLA PRECARIETA’ ALLO SVILUPPO POSSIBILE
L’Avv. Anna Ferrazzano, coordinatrice cittadina di Forza Italia verso il PDL e di Azzurro Donna di Salerno, ha presentato ieri pomeriggio, presso la sala Leopoldo del Convento dei Cappuccini, un tema di grande attualità, quale quello della precarietà lavorativa, attraverso un modo di fare politica “interattivo” .
Gli interventi degli illustri relatori, il direttore del Denaro Alfonso Ruffo, Franco Bisogno, Segr. Prov. UGL, Franco Favella, Segr. Prov. CGIL, l’Avv. Pippo Falvella, hanno affrontato il tema del convegno con grande consapevolezza e onestà intellettuale, avanzando proposte di soluzione.
E’ stato dimostrato, in concreto, come di fronte a determinate questioni, possa essere possibile il superamento degli “steccati ideologici” e la ricerca di un serio dialogo di crescita e sviluppo, nell’interesse della collettività.
Il direttore Alfonso Ruffo ha riferito, tra l’altro, di un rapporto del CENSIS che ha paragonato le città italiane più arretrate a degli animali: Salerno è risultata una rondine… ha grandi potenzialità di sviluppo sulle quali investire, a differenza di altre città.
La speranza per la nostra provincia è che da rondine possa finalmente “far primavera” …
ANNA KATIA DI SESSA
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FORZA PROVINCIA
Presso il coordinamento provinciale di Salerno di Forza Italia verso il PDL, ieri sera si è tenuta una conferenza stampa in occasione della quale è stato presentato il logo della lista civica "FORZA PROVINCIA", che sosterrà il candidato alla presidenza della Provincia, l'On. Cirielli.
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venerdì 20 marzo 2009
La Russa arruola la Carfagna nei Carabinieri «Se lasci il governo... c’è posto nell’Arma»
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha tentato ieri di “arruolare” la collega Mara Carfagna tra i Carabinieri. È avvenuto nella sede del comando generale dell’Arma, nel corso della presentazione della sezione dei Carabineri contro lo stalking. «Ho letto - ha detto La Russa rivolto a Carfagna - che avresti voluto fare il carabiniere, ma non è detta l’ultima parola, forse con l’età sei ancora in tempo, e se non fosse così basterebbe fare una leggina, però devi scegliere: o fai il ministro o il carabiniere». Si tratta, ha replicato il ministro per le Pari opportunità, «sempre di servire il Paese». (Foto Ansa)
giovedì 19 marzo 2009
Auguri a tutti i papà!
Auguri a tutti i papà!
A tutti coloro che festeggiano l'onomastico e, in particolare, alla nostra cara Pina, responsabile del gruppo Azzurro Donna a Capaccio.
Anna Katia e tutto il gruppo di Azzurro Donna Cilento
A tutti coloro che festeggiano l'onomastico e, in particolare, alla nostra cara Pina, responsabile del gruppo Azzurro Donna a Capaccio.
Anna Katia e tutto il gruppo di Azzurro Donna Cilento
MARA CARFAGNA «Non sarà mai un partito leggero Presto una donna coordinatrice»
Il ministro: «Un giorno toccherà a una di noi. Ma non ci servono quote rosa» Le critiche a Fini sui blog azzurri? «Chi ha esagerato dovrebbe chiedergli scusa»
Ministro Carfagna, la prossima settimana nascerà ufficialmente il Pdl. Cosa si aspetta dal nuovo partito?
«Credo che finalmente i moderati italiani avranno la loro “casa”, un grande partito di centrodestra, di stampo europeo, che avrà l’obiettivo di rappresentare la maggioranza degli italiani e riuscirà a farlo nel migliore dei modi».
L’unione di due storie così diverse come quella di Forza Italia e An potrebbe causare qualche contraccolpo?
«Lo escludo. Sono partiti che hanno sì origine diversa ma stanno insieme e si sono permeati l’un l’altro per quindici anni. Non solo non sarà per nulla un’unione traumatica, ma attrarrà nuovi elettori tra quelli che, negli ultimi anni, sono stati allontanati dal dibattito fin troppo acceso tra i partiti».
Ministro, non sarà troppo ottimista?
«Sicuramente su alcune tematiche specifiche ci sono piccole differenze, ma sono certa che, come è sempre stato fatto in questi anni, alla fine si troverà la sintesi migliore».
Facciamo un esempio. Berlusconi vorrebbe che il Pdl fosse una partito leggero mentre An sottolinea l’importanza dei militanti. Qual è la strada giusta?
«Non esiste una contrapposizione tra “partito leggero” e “militanza”, visto che pure un partito leggero ha bisogno dei militanti. L’importante sarà rendere il Pdl un grande partito nel quale sensibilità diverse possano ritrovarsi e guardare insieme al futuro. Il Pdl è un partito di valori, questa è la nostra forza. L’organizzazione viene dopo».
Ma non le pare un po’ strano che in An si insista molto sul «no» al partito leggero quando è stato proprio questo uno dei segreti del successo di Berlusconi?
«Il Pdl non sarà in ogni caso un partito leggero».
Mi sta dicendo che alla fine adotterete la ricetta di An?
«All’inizio avremo una struttura snella, che col tempo diventerà più “pesante”. È necessario, infatti, un periodo di stabilizzazione durante il quale tutte le forze presenti - e sono tante - possano trovare un proprio equilibrio, in particolar modo nelle periferie».
Crede che le posizioni di Fini - sulla decretazione d’urgenza, sul voto agli immigrati, sui temi etici - siano conciliabili con il Pdl e comprensibili per il vostro elettorato?
«Il presidente della Camera è un uomo di grande esperienza politica che ha condotto la destra italiana lungo la difficile strada della legittimazione internazionale. Ha centrato un risultato storico».
E oggi come si sta comportando?
«Credo che in questo momento stia svolgendo al meglio il delicato ruolo istituzionale che ricopre. Questo gli elettori lo capiscono benissimo».
In Forza Italia, hanno lamentato i vertici di An, nessuno è intervenuto in difesa di Fini dopo gli attacchi sui blog azzurri.
«Non credo che Fini abbia bisogno di un difensore. Il Pdl è la sua casa e l’iniziativa di qualche singolo si riducea semplice polemica, quasi fisiologica, ma non per questo meno sbagliata: chi ha esagerato con le parole farebbe bene a chiedere scusa».
Pdl senza le correnti o con le correnti. Come pensa che finirà?
«Nessuno ha mai parlato di correnti, al massimo ci potrebbero essere diverse “sensibilità”. Ma un contenitore ampio e democratico come sarà il Pdl riuscirà certamente a far esprimeretutte le diverse idee e, con l’aiuto del presidente Berlusconi e dei coordinatori, sono sicura che arriveremo sempre e subito alla sintesi più efficace».
Il Pdl sarà guidato da un triumvirato di soli uomini. Crede che prima o poi toccherà a una donna?
«Il Pdl è per metà un partito di donne. E certamente è quello più “amico” delle donne che amano la politica e vogliono fare qualcosa per ilPaese».
Però, almeno per ora, non siete rappresentate nell’organismo di vertice. La sua collega Stefania Prestigiacomo ha detto di essere pronta...
«Sono certa che un giorno toccherà ad una di noi ricoprire quel delicato incarico, ma non c’è bisogno di bilancini o quoterosa. Nel governo le donne sono tante, svolgono ruoli importanti e lo stanno facendo benissimo».
Quello di coordinatore è un ruolo che le piacerebbe ricoprire?
«Credo che Bondi, Verdini e LaRussa siano le persone giuste. Io non cerco incarichi, ne ho già uno del quale vado molto orgogliosa che sto tentando di svolgere al meglio e con tutto il mio impegno».
Quali sono le donne di An che la convincono di più?
«Vede, quando guardo le mie colleghe deputate o senatrici non penso mai se siano di An o di Forza Italia. Ascolto ciò che mi dicono e le apprezzo per quello che fanno. La mia collega Giorgia Meloni, per esempio, sta svolgendo un lavoro fantastico. Ma anche Barbara Saltamartini, responsabile per le pari opportunità di An, è una deputata con la quale mi confronto spesso e volentieri».
Crede che i ministri debbano correre alle prossime Europee?
«Le elezioni non sono una gara, un modo per sfidarsi e far vedere quanto si vale. Certo correre alle elezioni non mi spaventa, anche se preferirei poter continuare a fare il mio lavoro quotidiano di ministro, girare l’Italia per spiegare cosa stiamo facendo, piuttosto che tenere comizi».
E se Berlusconi ve lo chiedesse?
«Non avrei problemi: sono pronta».
Il Giornale 19.03.2009
Ministro Carfagna, la prossima settimana nascerà ufficialmente il Pdl. Cosa si aspetta dal nuovo partito?
«Credo che finalmente i moderati italiani avranno la loro “casa”, un grande partito di centrodestra, di stampo europeo, che avrà l’obiettivo di rappresentare la maggioranza degli italiani e riuscirà a farlo nel migliore dei modi».
L’unione di due storie così diverse come quella di Forza Italia e An potrebbe causare qualche contraccolpo?
«Lo escludo. Sono partiti che hanno sì origine diversa ma stanno insieme e si sono permeati l’un l’altro per quindici anni. Non solo non sarà per nulla un’unione traumatica, ma attrarrà nuovi elettori tra quelli che, negli ultimi anni, sono stati allontanati dal dibattito fin troppo acceso tra i partiti».
Ministro, non sarà troppo ottimista?
«Sicuramente su alcune tematiche specifiche ci sono piccole differenze, ma sono certa che, come è sempre stato fatto in questi anni, alla fine si troverà la sintesi migliore».
Facciamo un esempio. Berlusconi vorrebbe che il Pdl fosse una partito leggero mentre An sottolinea l’importanza dei militanti. Qual è la strada giusta?
«Non esiste una contrapposizione tra “partito leggero” e “militanza”, visto che pure un partito leggero ha bisogno dei militanti. L’importante sarà rendere il Pdl un grande partito nel quale sensibilità diverse possano ritrovarsi e guardare insieme al futuro. Il Pdl è un partito di valori, questa è la nostra forza. L’organizzazione viene dopo».
Ma non le pare un po’ strano che in An si insista molto sul «no» al partito leggero quando è stato proprio questo uno dei segreti del successo di Berlusconi?
«Il Pdl non sarà in ogni caso un partito leggero».
Mi sta dicendo che alla fine adotterete la ricetta di An?
«All’inizio avremo una struttura snella, che col tempo diventerà più “pesante”. È necessario, infatti, un periodo di stabilizzazione durante il quale tutte le forze presenti - e sono tante - possano trovare un proprio equilibrio, in particolar modo nelle periferie».
Crede che le posizioni di Fini - sulla decretazione d’urgenza, sul voto agli immigrati, sui temi etici - siano conciliabili con il Pdl e comprensibili per il vostro elettorato?
«Il presidente della Camera è un uomo di grande esperienza politica che ha condotto la destra italiana lungo la difficile strada della legittimazione internazionale. Ha centrato un risultato storico».
E oggi come si sta comportando?
«Credo che in questo momento stia svolgendo al meglio il delicato ruolo istituzionale che ricopre. Questo gli elettori lo capiscono benissimo».
In Forza Italia, hanno lamentato i vertici di An, nessuno è intervenuto in difesa di Fini dopo gli attacchi sui blog azzurri.
«Non credo che Fini abbia bisogno di un difensore. Il Pdl è la sua casa e l’iniziativa di qualche singolo si riducea semplice polemica, quasi fisiologica, ma non per questo meno sbagliata: chi ha esagerato con le parole farebbe bene a chiedere scusa».
Pdl senza le correnti o con le correnti. Come pensa che finirà?
«Nessuno ha mai parlato di correnti, al massimo ci potrebbero essere diverse “sensibilità”. Ma un contenitore ampio e democratico come sarà il Pdl riuscirà certamente a far esprimeretutte le diverse idee e, con l’aiuto del presidente Berlusconi e dei coordinatori, sono sicura che arriveremo sempre e subito alla sintesi più efficace».
Il Pdl sarà guidato da un triumvirato di soli uomini. Crede che prima o poi toccherà a una donna?
«Il Pdl è per metà un partito di donne. E certamente è quello più “amico” delle donne che amano la politica e vogliono fare qualcosa per ilPaese».
Però, almeno per ora, non siete rappresentate nell’organismo di vertice. La sua collega Stefania Prestigiacomo ha detto di essere pronta...
«Sono certa che un giorno toccherà ad una di noi ricoprire quel delicato incarico, ma non c’è bisogno di bilancini o quoterosa. Nel governo le donne sono tante, svolgono ruoli importanti e lo stanno facendo benissimo».
Quello di coordinatore è un ruolo che le piacerebbe ricoprire?
«Credo che Bondi, Verdini e LaRussa siano le persone giuste. Io non cerco incarichi, ne ho già uno del quale vado molto orgogliosa che sto tentando di svolgere al meglio e con tutto il mio impegno».
Quali sono le donne di An che la convincono di più?
«Vede, quando guardo le mie colleghe deputate o senatrici non penso mai se siano di An o di Forza Italia. Ascolto ciò che mi dicono e le apprezzo per quello che fanno. La mia collega Giorgia Meloni, per esempio, sta svolgendo un lavoro fantastico. Ma anche Barbara Saltamartini, responsabile per le pari opportunità di An, è una deputata con la quale mi confronto spesso e volentieri».
Crede che i ministri debbano correre alle prossime Europee?
«Le elezioni non sono una gara, un modo per sfidarsi e far vedere quanto si vale. Certo correre alle elezioni non mi spaventa, anche se preferirei poter continuare a fare il mio lavoro quotidiano di ministro, girare l’Italia per spiegare cosa stiamo facendo, piuttosto che tenere comizi».
E se Berlusconi ve lo chiedesse?
«Non avrei problemi: sono pronta».
Il Giornale 19.03.2009
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martedì 17 marzo 2009
Ottimo risultato per la nostra Helen…
La nostra amica Helen ha conquistato un egregio risultato al termine del I ciclo del corso “Donne, politiche e istituzioni - percorsi formativi per la promozione della cultura di genere e delle pari opportunità”, organizzato dalla facoltà di Scienze Politiche, presso l’Università degli Studi di Salerno e patrocinato anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità.
Tra gli obiettivi del corso: rappresentare la condizione di genere essenzialmente nel suo evolversi nel mondo occidentale, senza trascurare anche i paesi terzi ; far conoscere le “culture”, le forme di organizzazione politico-sociale che hanno determinato le cause e gli effetti della discriminazione di genere; studiare le istituzioni italiane ed europee impegnate a realizzare la democrazia partecipativa e l’uguaglianza formale e sostanziale; approfondire le politiche di parità e di pari opportunità italiane e comunitarie e la loro traduzione in testi normativi.
Abbiamo condiviso il progetto, insieme con altre amiche, fin dalla compilazione della domanda di partecipazione: mi dispiace per alcune che non sono riuscite ad entrare in graduatoria per poter frequentare le lezioni.
Ma sono sicura che non mancheranno occasioni di confronto, dibattito e approfondimento delle tematiche affrontate negli scorsi mesi.
Oltre ad essere stata molto assidua nella frequenza (non ha saltato neanche una lezione!), è stata l’unica del nostro gruppo che è riuscita a portare a termine, con merito, l’interessante percorso di studio.
Purtroppo per me, non sono riuscita a raggiungere il monte di ore di frequenza previste dal bando per poter sostenere all’esame finale, a causa della coincidenza con le lezioni del corso di perfezionamento in Diritto dell’Unione Europea… l’importante è che ci sia riuscita una del nostro gruppo!
Di sicuro proporrà momenti di studio per coinvolgerci negli interessanti e significativi argomenti trattati alle lezioni…
Complimenti vivissimi ad Helen!
ANNA KATIA
Tra gli obiettivi del corso: rappresentare la condizione di genere essenzialmente nel suo evolversi nel mondo occidentale, senza trascurare anche i paesi terzi ; far conoscere le “culture”, le forme di organizzazione politico-sociale che hanno determinato le cause e gli effetti della discriminazione di genere; studiare le istituzioni italiane ed europee impegnate a realizzare la democrazia partecipativa e l’uguaglianza formale e sostanziale; approfondire le politiche di parità e di pari opportunità italiane e comunitarie e la loro traduzione in testi normativi.
Abbiamo condiviso il progetto, insieme con altre amiche, fin dalla compilazione della domanda di partecipazione: mi dispiace per alcune che non sono riuscite ad entrare in graduatoria per poter frequentare le lezioni.
Ma sono sicura che non mancheranno occasioni di confronto, dibattito e approfondimento delle tematiche affrontate negli scorsi mesi.
Oltre ad essere stata molto assidua nella frequenza (non ha saltato neanche una lezione!), è stata l’unica del nostro gruppo che è riuscita a portare a termine, con merito, l’interessante percorso di studio.
Purtroppo per me, non sono riuscita a raggiungere il monte di ore di frequenza previste dal bando per poter sostenere all’esame finale, a causa della coincidenza con le lezioni del corso di perfezionamento in Diritto dell’Unione Europea… l’importante è che ci sia riuscita una del nostro gruppo!
Di sicuro proporrà momenti di studio per coinvolgerci negli interessanti e significativi argomenti trattati alle lezioni…
Complimenti vivissimi ad Helen!
ANNA KATIA
lunedì 16 marzo 2009
AL GRAND HOTEL SALERNO
Al Grand Hotel Salerno, sabato 14 marzo, eccezionale manifestazione per la presentazione della lista dei candidati consiglieri provinciali, con Cirielli Presidente.
Il PDL della provincia di Salerno è già una realtà… e quella di sabato, come affermato dal Ministro Carfagna, è “sembrata una festa anticipata del PDL a Salerno”.
Il Ministro ha espresso il proprio orgoglio per i candidati, per il lavoro svolto in perfetta sintonia dai coordinatori provinciali di Alleanza Nazionale e Forza Italia “Siamo un partito unico a Salerno e condividiamo una missione : cambiare la nostra terra, affinché la nostra provincia possa essere l’orgoglio per noi salernitani.
Abbiamo l’intenzione di trasferire il modello del buon governo centrale a livello locale e provinciale”… e solo le donne e gli uomini del PDL salernitano compiranno le azioni necessarie per realizzare ciò nel più breve tempo possibile.
Grazie al nostro Ministro! Grazie all’On.Cirielli! Grazie alle coordinatrici e ai coordinatori di partito! Grazie alle candidate e ai candidati… per il loro impegno e la loro dedizione spesi per il nostro territorio!
Lotteremo al loro fianco sostenendoli con tutte le nostre forze… affinché le future generazioni
non siano costrette ad abbandonare le loro terre e possano trovare nei nostri splendidi paesi la giusta sistemazione e la giusta dignità.
Anna Katia Di Sessa
Resp. Azzurro Donna Cilento
Il PDL della provincia di Salerno è già una realtà… e quella di sabato, come affermato dal Ministro Carfagna, è “sembrata una festa anticipata del PDL a Salerno”.
Il Ministro ha espresso il proprio orgoglio per i candidati, per il lavoro svolto in perfetta sintonia dai coordinatori provinciali di Alleanza Nazionale e Forza Italia “Siamo un partito unico a Salerno e condividiamo una missione : cambiare la nostra terra, affinché la nostra provincia possa essere l’orgoglio per noi salernitani.
Abbiamo l’intenzione di trasferire il modello del buon governo centrale a livello locale e provinciale”… e solo le donne e gli uomini del PDL salernitano compiranno le azioni necessarie per realizzare ciò nel più breve tempo possibile.
Grazie al nostro Ministro! Grazie all’On.Cirielli! Grazie alle coordinatrici e ai coordinatori di partito! Grazie alle candidate e ai candidati… per il loro impegno e la loro dedizione spesi per il nostro territorio!
Lotteremo al loro fianco sostenendoli con tutte le nostre forze… affinché le future generazioni
non siano costrette ad abbandonare le loro terre e possano trovare nei nostri splendidi paesi la giusta sistemazione e la giusta dignità.
Anna Katia Di Sessa
Resp. Azzurro Donna Cilento
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Stalking, 2 arresti al giorno Parte a razzo la nuova legge
Quaranta in manette in tutta Italia da fine febbraio
ROMA— Siamo un popolo di stalker. Ce ne siamo accorti da quando esiste il nuovo reato che ha, appunto, un nome inglese: lo stalking. I molestatori che minacciavano, ingiuriavano e perseguitavano non se li filava nessuno. Da quando invece, una ventina di giorni fa, è entrato in vigore il decreto legge che ha messo tutti insieme questi reati ( creando lo stalking) gli inquirenti si sono attivati. E gli arresti si susseguono a ritmo frenetico. Circa quaranta in una ventina di giorni. Praticamente due al giorno. In una caccia senza confini: da Trento a Caltanissetta, passando per L’Aquila, Sanremo, Sassari, Catanzaro, Ascoli Piceno, Milano, Bologna, Savona, Bari, Ravenna, Genova, Arezzo, San Benedetto del Tronto, Treviso, Arezzo, Sorrento.
Il decreto legge del governo è diventato operativo il 25 febbraio. E il 2 marzo Stefano Savasta, cinquantenne di Milano, ha varcato le soglie del carcere inaugurando la serie L’impennata dei casi negli ultimi due giorni: sono stati una dozzina. Il primo provvedimento a Milano di arresti: alla sua «ex» recalcitrante aveva fatto bere del te condito con interiora di topo morto.
Il 4 marzo è toccato ad un sessantacinquenne di Sorrento: il suo desiderio maniacale per una donna lo ha portato a perseguitarla ovunque e sfregiarla anche con una lametta. Il 5 marzo un altro arresto a Milano, il 7 a Sanremo, l’8 a Genova. Poi la serie è diventata esponenziale. Ed è schizzata su con un picco altissimo, come fosse un sismografo impazzito.
Ed ecco che soltanto negli ultimi due giorni sono finiti nelle carceri italiane una dozzina di stalker. E se soltanto si volesse proseguire, non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta su chi sbattere nelle patrie galere. Almeno a giudicare dagli ultimi dati Istat che ci segnalano che dal 2002 al 2007 sono stati ben due italiani su dieci a rimanere vittima dello stalking. La maggior parte sono donne. La stragrande maggioranza degli stalker sono partner o, preferibilmente, ex. Ma non soltanto.
La nuova legge sullo stalking non si limita a punire i delitti a sfondo sentimentale, passionale o sessuale. Persecuzioni, molestie, ingiurie e minacce vengono perseguite a trecentosessanta gradi. Si tratti di aggressioni o di persecuzioni telefoniche, sms compresi. Ce n’è di lavoro, volendo.
E Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, su questo tasto ha intenzione di continuare a lavorare. È stata lei che ha fortemente voluto l’introduzione di questo reato. È sempre lei che adesso annuncia la creazione di un nuovo gruppo di carabinieri dedicati soltanto a l l o stalking. Spiega, infatti: «Abbiamo firmato un protocollo d’intesa con il ministero della Difesa, seguito dalla convenzione con il mio ministero e il comando generale dell’Arma così da creare questo gruppo. Ovvero una dozzina di carabinieri scelti tra ufficiali e sottufficiali che lavorerà preso il ministero per dedicarsi allo stalking».
Non è soltanto una storia di semplici persecuzioni e molestie verbali. Troppo spesso la follia che acchiappa la mente per motivi di gelosia o di cieca vendetta, degenera nelle tragedie più buie. Ce lo spiegano ancora i dati del nostro Istituto di statistica. Sono numeri che fanno venire i brividi. Dicono che ben il 39% dei delitti commessi tra partner o ex partner erano crimini ampiamente annunciati. Per capire: la vittima era stata esplicitamente minacciata di morte. Com’è successo ad Ozieri, Sassari, dove un uomo di 34 anni è stato arrestato per aver più volte minacciato di morte la sua ex convivente di 31 anni e anche suo fratello.
Ma pur senza arrivare all’omicidio la violenza è pane quotidiano per il nostro popolo di stalker. Pensiamo ad Ivano Biffi, 38 anni, ex portiere della Sanremese, oggi pizzaiolo. Il 7 marzo, finalmente, è stato portato dietro le sbarre. Ma nel frattempo aveva avuto il tempo di provocare un trauma facciale all'ex moglie. Come mai? Non voleva che la donna si ricostruisse un'alra via, al di là di lui.
Oltre la violenza fisica, c'è anche una grande componente di violenza psicologica. Ad Asiago, Vicenza, le minacce violente e ripetute di Enzo Mussarra, 47 anni di Messina, sttavano impedendo alla sua ex fidanzata di poter condurre una vita normale. La sua esistenza era diventata un alternarsi di stati di ansia e di paura. Come quasi sempre succede alle vittime degli stalker.
Alessandra Arachi - Corriere della Sera 16.03.2009
ROMA— Siamo un popolo di stalker. Ce ne siamo accorti da quando esiste il nuovo reato che ha, appunto, un nome inglese: lo stalking. I molestatori che minacciavano, ingiuriavano e perseguitavano non se li filava nessuno. Da quando invece, una ventina di giorni fa, è entrato in vigore il decreto legge che ha messo tutti insieme questi reati ( creando lo stalking) gli inquirenti si sono attivati. E gli arresti si susseguono a ritmo frenetico. Circa quaranta in una ventina di giorni. Praticamente due al giorno. In una caccia senza confini: da Trento a Caltanissetta, passando per L’Aquila, Sanremo, Sassari, Catanzaro, Ascoli Piceno, Milano, Bologna, Savona, Bari, Ravenna, Genova, Arezzo, San Benedetto del Tronto, Treviso, Arezzo, Sorrento.
Il decreto legge del governo è diventato operativo il 25 febbraio. E il 2 marzo Stefano Savasta, cinquantenne di Milano, ha varcato le soglie del carcere inaugurando la serie L’impennata dei casi negli ultimi due giorni: sono stati una dozzina. Il primo provvedimento a Milano di arresti: alla sua «ex» recalcitrante aveva fatto bere del te condito con interiora di topo morto.
Il 4 marzo è toccato ad un sessantacinquenne di Sorrento: il suo desiderio maniacale per una donna lo ha portato a perseguitarla ovunque e sfregiarla anche con una lametta. Il 5 marzo un altro arresto a Milano, il 7 a Sanremo, l’8 a Genova. Poi la serie è diventata esponenziale. Ed è schizzata su con un picco altissimo, come fosse un sismografo impazzito.
Ed ecco che soltanto negli ultimi due giorni sono finiti nelle carceri italiane una dozzina di stalker. E se soltanto si volesse proseguire, non ci sarebbe che l’imbarazzo della scelta su chi sbattere nelle patrie galere. Almeno a giudicare dagli ultimi dati Istat che ci segnalano che dal 2002 al 2007 sono stati ben due italiani su dieci a rimanere vittima dello stalking. La maggior parte sono donne. La stragrande maggioranza degli stalker sono partner o, preferibilmente, ex. Ma non soltanto.
La nuova legge sullo stalking non si limita a punire i delitti a sfondo sentimentale, passionale o sessuale. Persecuzioni, molestie, ingiurie e minacce vengono perseguite a trecentosessanta gradi. Si tratti di aggressioni o di persecuzioni telefoniche, sms compresi. Ce n’è di lavoro, volendo.
E Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, su questo tasto ha intenzione di continuare a lavorare. È stata lei che ha fortemente voluto l’introduzione di questo reato. È sempre lei che adesso annuncia la creazione di un nuovo gruppo di carabinieri dedicati soltanto a l l o stalking. Spiega, infatti: «Abbiamo firmato un protocollo d’intesa con il ministero della Difesa, seguito dalla convenzione con il mio ministero e il comando generale dell’Arma così da creare questo gruppo. Ovvero una dozzina di carabinieri scelti tra ufficiali e sottufficiali che lavorerà preso il ministero per dedicarsi allo stalking».
Non è soltanto una storia di semplici persecuzioni e molestie verbali. Troppo spesso la follia che acchiappa la mente per motivi di gelosia o di cieca vendetta, degenera nelle tragedie più buie. Ce lo spiegano ancora i dati del nostro Istituto di statistica. Sono numeri che fanno venire i brividi. Dicono che ben il 39% dei delitti commessi tra partner o ex partner erano crimini ampiamente annunciati. Per capire: la vittima era stata esplicitamente minacciata di morte. Com’è successo ad Ozieri, Sassari, dove un uomo di 34 anni è stato arrestato per aver più volte minacciato di morte la sua ex convivente di 31 anni e anche suo fratello.
Ma pur senza arrivare all’omicidio la violenza è pane quotidiano per il nostro popolo di stalker. Pensiamo ad Ivano Biffi, 38 anni, ex portiere della Sanremese, oggi pizzaiolo. Il 7 marzo, finalmente, è stato portato dietro le sbarre. Ma nel frattempo aveva avuto il tempo di provocare un trauma facciale all'ex moglie. Come mai? Non voleva che la donna si ricostruisse un'alra via, al di là di lui.
Oltre la violenza fisica, c'è anche una grande componente di violenza psicologica. Ad Asiago, Vicenza, le minacce violente e ripetute di Enzo Mussarra, 47 anni di Messina, sttavano impedendo alla sua ex fidanzata di poter condurre una vita normale. La sua esistenza era diventata un alternarsi di stati di ansia e di paura. Come quasi sempre succede alle vittime degli stalker.
Alessandra Arachi - Corriere della Sera 16.03.2009
sabato 14 marzo 2009
CARFAGNA: ANORESSIA E BULIMIA SIANO MALATTIE SOCIALI
Governo lavora ad una campagna di sensibilizzazione
“Ritengo particolarmente allarmanti i dati diffusi dalla Società italiana per lo studio dei disturbi alimentari che confermano come anoressia e bulimia siano la prima causa di morte tra i giovani. Il Governo darà presto una risposta a questo fenomeno. Con Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute, stiamo mettendo a punto una campagna di sensibilizzazione che coinvolga oltre ai ragazzi anche le famiglie, la scuola e gli operatori sanitari”. E’ quanto afferma il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. “Nel 2006, insieme ad alcuni colleghi, ho presentato – continua il Ministro - una proposta di legge che prevedeva il riconoscimento dei disturbi alimentari come malattie sociali. Credo che il Parlamento debba riprendere a discutere del tema in tempi brevi e sarà mia cura seguire i lavori con particolare attenzione”.
giovedì 12 marzo 2009
“Ritengo particolarmente allarmanti i dati diffusi dalla Società italiana per lo studio dei disturbi alimentari che confermano come anoressia e bulimia siano la prima causa di morte tra i giovani. Il Governo darà presto una risposta a questo fenomeno. Con Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute, stiamo mettendo a punto una campagna di sensibilizzazione che coinvolga oltre ai ragazzi anche le famiglie, la scuola e gli operatori sanitari”. E’ quanto afferma il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. “Nel 2006, insieme ad alcuni colleghi, ho presentato – continua il Ministro - una proposta di legge che prevedeva il riconoscimento dei disturbi alimentari come malattie sociali. Credo che il Parlamento debba riprendere a discutere del tema in tempi brevi e sarà mia cura seguire i lavori con particolare attenzione”.
giovedì 12 marzo 2009
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venerdì 13 marzo 2009
PDL per la Provincia di Salerno
Il gruppo Azzurro Donna Cilento parteciperà con grande entusiasmo alla presentazione della lista dei candidati del PDL per la provincia di Salerno.
Ora che si sono create le condizioni favorevoli per conquistare la nostra provincia, è necessario abbandonare i personalismi e far confluire tutti gli sforzi su una politica concreta e costruttiva, per difendere il nostro futuro e quello dei nostri figli.
Ora possiamo!
Ora che si sono create le condizioni favorevoli per conquistare la nostra provincia, è necessario abbandonare i personalismi e far confluire tutti gli sforzi su una politica concreta e costruttiva, per difendere il nostro futuro e quello dei nostri figli.
Ora possiamo!
giovedì 12 marzo 2009
SIAMO ORA SU FACEBOOK
Azzurro Donna Cilento è su Facebook.
Accedi anche tu e diventi amica.
Aderite tutte.
Grazie
Azzurro Donna Cilento
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Grazie
Azzurro Donna Cilento
lunedì 9 marzo 2009
Il ministro Carfagna incontra le soldatesse
"Voi rappresentate la reale parità"
Un 8 marzo fra le soldatesse, tra chi incarna "la parità reale" tra uomo e donna. Il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, ieri in occasione della festa della donna ha voluto incontrare le 81 soldatesse in servizio nella base militare di Pec, in Kosovo, dove operano circa 2.000 italiani. "Ricevete l'abbraccio ideale delle italiane e degli italiani, consapevoli di quanto voi riuscite a tenere alto il nome della nostra Patria nel mondo. Siamo orgogliosi di voi e del vostro impegno per la Patria. Sappiate - ha detto il ministro - che non siete sole, c'è un popolo che vi sostiene. Voi rappresentate la reale parità e siete l'orgoglio di tutte le donne italiane". Queste donne, ha aggiunto Carfagna "sono esempio di coraggio e di concretezza". Fra i vari corpi militari, il ministro ha confidato un amore per i carabinieri: "Subisco il fascino dell'arma - ha detto a margine della visita - per il grande spirito di servizio e per l'amore per la nazione che mostra. Se avessi fatto la carriera miliare mi sarebbe piaciuto farla nei carabinieri. Ma non mi è mai capitato". Nella base, Carfagna, in uniforme, ha salutato una per una le soldatesse italiane. Poco prima, è stata intervistata da Radio West, la radio multi-etnica del contingente itlaliano in Kosovo che trasmette in lingua serba e albanese. Dai microfoni della radio (che alla fine l'ha salutata sulle note di Fiorella Mannoia, "Quelle che le donne non dicono"), ha inviato un messaggio alle donne del luogo; Un augurio e un saluto a queste donne perché possano raggiungere realmente la parià dei diritti".
Un 8 marzo fra le soldatesse, tra chi incarna "la parità reale" tra uomo e donna. Il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, ieri in occasione della festa della donna ha voluto incontrare le 81 soldatesse in servizio nella base militare di Pec, in Kosovo, dove operano circa 2.000 italiani. "Ricevete l'abbraccio ideale delle italiane e degli italiani, consapevoli di quanto voi riuscite a tenere alto il nome della nostra Patria nel mondo. Siamo orgogliosi di voi e del vostro impegno per la Patria. Sappiate - ha detto il ministro - che non siete sole, c'è un popolo che vi sostiene. Voi rappresentate la reale parità e siete l'orgoglio di tutte le donne italiane". Queste donne, ha aggiunto Carfagna "sono esempio di coraggio e di concretezza". Fra i vari corpi militari, il ministro ha confidato un amore per i carabinieri: "Subisco il fascino dell'arma - ha detto a margine della visita - per il grande spirito di servizio e per l'amore per la nazione che mostra. Se avessi fatto la carriera miliare mi sarebbe piaciuto farla nei carabinieri. Ma non mi è mai capitato". Nella base, Carfagna, in uniforme, ha salutato una per una le soldatesse italiane. Poco prima, è stata intervistata da Radio West, la radio multi-etnica del contingente itlaliano in Kosovo che trasmette in lingua serba e albanese. Dai microfoni della radio (che alla fine l'ha salutata sulle note di Fiorella Mannoia, "Quelle che le donne non dicono"), ha inviato un messaggio alle donne del luogo; Un augurio e un saluto a queste donne perché possano raggiungere realmente la parià dei diritti".
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Kabul, a viso scoperto per i diritti femminili
CONTRO I TALEBANI Le attiviste manifestano senza burqa, con un velo azzurro: un nuovo simbolo
Un velo azzurro è il nuovo simbolo dell’8 marzo afghano. Sono un migliaio le donne che hanno abbandonato il burqa, il pesante indumento che le ricopriva come fantasmi dalla testa ai piedi. A Kabul, la capitale, a Herat, dove si trova il grosso delle truppe italiane, nella più grande città del Nord, Mazar i Sharif, e nella commerciale Jalalabad le donne afghane si sono coperte il capo con un leggero velo azzurro. Il colore del cielo ha fatto capolino anche a Kandahar, l’ex capitale dei talebani, la città più conservatrice dell’Afghanistan. Un gruppo di donne coraggiose ha manifestato per l’8 marzo con questo nuovo simbolo di libertà e rivolta.
In un discorso in occasione della giornata internazionale della donna, ieri, il presidente afghano Hamid Karzai ha lanciato una sfida ai leader religiosi del Paese: denunciare le violenze contro le donne e respingere pratiche tradizionali che legittimano gli uomini a trattare le donne come loro proprietà: «Matrimoni forzati e vendita di donne sono contro l’islam», ha detto
«Le donne hanno gli stessi diritti e opportunità degli uomini. Le stesse garanzie come l’accesso all’educazione, all’assistenza sanitaria e di fronte alla giustizia. Lo stabilisce la Costituzione», dichiara Suraya Parlika al quotidiano spagnolo ElMundo. La «pasionaria» afghana è una delle animatrici dell’8 marzo a Kabul, dove la strada per trasformare in realtà i principi della Costituzione è ancora lunga.
Secondo l’Onu, fra il 70 e l’80% delle donne afghane è costretto a matrimoni forzati organizzati dai capi famiglia, con un marito mai conosciuto prima. L’84,2% è analfabeta e soltanto una ragazza su cinque maschi va a scuola. Una donna su tre subisce violenze fisiche, psicologiche e sessuali.
L’Afghanistan è il Paese con la più alta mortalità al mondo durante il parto. Ogni anno fra 1.600 e 1.900 donne muoiono dando alla luce un bambino. «Il velo azzurro è un simbolo di pace, ma con giustizia», spiega Parlika. Per la prima volta in tutte le grandi città del Paese è stato adottato un simbolo comune per i diritti delle donne. A Kabul volevano manifestare in piazza, ma per ragioni di sicurezza il ritrovo è avvenuto in un salone ministeriale circondato da agenti armati. «Continueremo a manifestare. Il prossimo anno, per la giornata internazionale della donna, lo faremo in tutte le province afghane», promettono le organizzatrici. I talebani non sopportano che le donne alzino la testa. A dicembre hanno assassinato il marito di Paween Mushtakhel, attrice della televisione afghana. Nonostante le ripetute minacce si rifiutava di ordinare alla moglie di non apparire più in tv. A settembre è stata trucidata a Kandahar Malalali Kakar, la più famosa poliziotta afghana. Sempre a Kandahar, 14 ragazzine sono state sfregiate con l’acido, in un solo giorno, perché andavano a scuola. Tutte sono tornate sui banchi, compresa Shamsia Husseini, più deturpata delle altre.I talebani e gli ultras conservatori che si annidano nella società pashtun hanno compilato una lista di incarichi e lavori tabù. Nel mirino ci sono le parlamentari, le giornaliste, le insegnanti, medici, attrici, cantanti, ballerine e soprattutto le collaboratrici di organizzazioni umanitarie occidentali.
In Afghanistan inoltre sono molte le donne che si suicidano dandosi fuoco. Ad Herat, una delle città più liberali, sono stati registrati negli ultimi sei mesi 47 casi. Soltanto sette sono le sopravvissute. Si uccidono perché brutalizzate dai mariti o ridotte a schiave dalla famiglia di lui. Nel 2007 i casi erano 186, ma si tratta soltanto della punta dell’iceberg. La maggioranza dei suicidi non è denunciata.
Un velo azzurro è il nuovo simbolo dell’8 marzo afghano. Sono un migliaio le donne che hanno abbandonato il burqa, il pesante indumento che le ricopriva come fantasmi dalla testa ai piedi. A Kabul, la capitale, a Herat, dove si trova il grosso delle truppe italiane, nella più grande città del Nord, Mazar i Sharif, e nella commerciale Jalalabad le donne afghane si sono coperte il capo con un leggero velo azzurro. Il colore del cielo ha fatto capolino anche a Kandahar, l’ex capitale dei talebani, la città più conservatrice dell’Afghanistan. Un gruppo di donne coraggiose ha manifestato per l’8 marzo con questo nuovo simbolo di libertà e rivolta.
In un discorso in occasione della giornata internazionale della donna, ieri, il presidente afghano Hamid Karzai ha lanciato una sfida ai leader religiosi del Paese: denunciare le violenze contro le donne e respingere pratiche tradizionali che legittimano gli uomini a trattare le donne come loro proprietà: «Matrimoni forzati e vendita di donne sono contro l’islam», ha detto
«Le donne hanno gli stessi diritti e opportunità degli uomini. Le stesse garanzie come l’accesso all’educazione, all’assistenza sanitaria e di fronte alla giustizia. Lo stabilisce la Costituzione», dichiara Suraya Parlika al quotidiano spagnolo ElMundo. La «pasionaria» afghana è una delle animatrici dell’8 marzo a Kabul, dove la strada per trasformare in realtà i principi della Costituzione è ancora lunga.
Secondo l’Onu, fra il 70 e l’80% delle donne afghane è costretto a matrimoni forzati organizzati dai capi famiglia, con un marito mai conosciuto prima. L’84,2% è analfabeta e soltanto una ragazza su cinque maschi va a scuola. Una donna su tre subisce violenze fisiche, psicologiche e sessuali.
L’Afghanistan è il Paese con la più alta mortalità al mondo durante il parto. Ogni anno fra 1.600 e 1.900 donne muoiono dando alla luce un bambino. «Il velo azzurro è un simbolo di pace, ma con giustizia», spiega Parlika. Per la prima volta in tutte le grandi città del Paese è stato adottato un simbolo comune per i diritti delle donne. A Kabul volevano manifestare in piazza, ma per ragioni di sicurezza il ritrovo è avvenuto in un salone ministeriale circondato da agenti armati. «Continueremo a manifestare. Il prossimo anno, per la giornata internazionale della donna, lo faremo in tutte le province afghane», promettono le organizzatrici. I talebani non sopportano che le donne alzino la testa. A dicembre hanno assassinato il marito di Paween Mushtakhel, attrice della televisione afghana. Nonostante le ripetute minacce si rifiutava di ordinare alla moglie di non apparire più in tv. A settembre è stata trucidata a Kandahar Malalali Kakar, la più famosa poliziotta afghana. Sempre a Kandahar, 14 ragazzine sono state sfregiate con l’acido, in un solo giorno, perché andavano a scuola. Tutte sono tornate sui banchi, compresa Shamsia Husseini, più deturpata delle altre.I talebani e gli ultras conservatori che si annidano nella società pashtun hanno compilato una lista di incarichi e lavori tabù. Nel mirino ci sono le parlamentari, le giornaliste, le insegnanti, medici, attrici, cantanti, ballerine e soprattutto le collaboratrici di organizzazioni umanitarie occidentali.
In Afghanistan inoltre sono molte le donne che si suicidano dandosi fuoco. Ad Herat, una delle città più liberali, sono stati registrati negli ultimi sei mesi 47 casi. Soltanto sette sono le sopravvissute. Si uccidono perché brutalizzate dai mariti o ridotte a schiave dalla famiglia di lui. Nel 2007 i casi erano 186, ma si tratta soltanto della punta dell’iceberg. La maggioranza dei suicidi non è denunciata.
martedì 3 marzo 2009
La Carfagna in missione all'ONU
Mara Carfagna vola al Palazzo di vetro. «La lotta contro la violenza sessuale è una priorità nell’agenda dell’Italia. Un problema globale di fronte al quale abbiamo fatto molto sia sul fronte della deterrenza sia su quello della repressione». Parola del ministro per le Pari opportunità, ieri a NewYork per parlare all’Onu nella giornata inaugurale della 53ª sessione della Commissione sulla condizione della donna. La Carfagna ha presentato le recenti misure prese del governo per contrastare il fenomeno, e tra queste «l’introduzione, da venerdì, del reato di stalking nel codice penale. Le donne italiane hanno salutato come un successo questa nuova norma». Per il futuro, tra le misure in gestazione, unprotocollo d’intesa con il ministero dell’Interno per potenziare il numero verde anti-violenza che offre una prima assistenza giuridica e psicologica alle vittime.
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venerdì 27 febbraio 2009
Pratiche in Comune: multa di 100 euro
Capaccio-Paestum: sanzioni ai «fannulloni» che non espletano i carichi di lavoro. I dipendenti dovranno pure risarcire il cittadino danneggiato
Il Consiglio comunale di Capaccio-Paestum ha votato all’unanimità il regolamento che prevede multe salate per i dipendenti che non rispetteranno i tempi previsti per il disbrigo delle pratiche. Vita dura dunque per gli impiegati «fannulloni». Da oggi, in caso di ritardo, il dipendente inadempiente dovrà dunque pagare una multa di almeno 100 euro per ogni istanza non espletata nei tempi previsti.
RISARCIMENTO - Non solo. Il dipendente «fannullone» dovrà risarcire di tasca propria il cittadino che ha subito il ritardo nella disbriga della pratica richiesta. «I principi ispiratori di questo regolamento sono stati illustrati alla recente assemblea regionale dell’Aiccre, l’Associazione italiana dei consigli comunali d’Europa, tenutasi a Paestum» spiega il consigliere comunale Carmine Caramante, portavoce dell’amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Marino. «Il principio della sanzione, attraverso cui risarcire del danno il cittadino, è stato individuato da questa autorevole assemblea come una buona prassi da diffondere. L’ Aiccre, accogliendo favorevolmente l’iniziativa, si è impegnata a raccomandare tale orientamento presso tutti i Comuni della nostra regione ed a livello.
Il Consiglio comunale di Capaccio-Paestum ha votato all’unanimità il regolamento che prevede multe salate per i dipendenti che non rispetteranno i tempi previsti per il disbrigo delle pratiche. Vita dura dunque per gli impiegati «fannulloni». Da oggi, in caso di ritardo, il dipendente inadempiente dovrà dunque pagare una multa di almeno 100 euro per ogni istanza non espletata nei tempi previsti.
RISARCIMENTO - Non solo. Il dipendente «fannullone» dovrà risarcire di tasca propria il cittadino che ha subito il ritardo nella disbriga della pratica richiesta. «I principi ispiratori di questo regolamento sono stati illustrati alla recente assemblea regionale dell’Aiccre, l’Associazione italiana dei consigli comunali d’Europa, tenutasi a Paestum» spiega il consigliere comunale Carmine Caramante, portavoce dell’amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Marino. «Il principio della sanzione, attraverso cui risarcire del danno il cittadino, è stato individuato da questa autorevole assemblea come una buona prassi da diffondere. L’ Aiccre, accogliendo favorevolmente l’iniziativa, si è impegnata a raccomandare tale orientamento presso tutti i Comuni della nostra regione ed a livello.
QUEL NO DI FRANCESCHINI A IERVOLINO E BASSOLINO
di Nicola Cosentino*
Caro direttore,
l’assenza di Bassolino e della Iervolino dalla squadra che affiancherà il neo segretario del Pd, Franceschini, non può certamente passare inosservata. Sottolineata, come è accaduto, dalla presenza — tutt’altro che marginale — di altri (e meno noti) amministratori nella segreteria politica del successore di Veltroni.
Come dire, se esempi di buona amministrazione il Partito Democratico deve cominciare ad offrire ai suoi elettori, meglio non guardare a Napoli o, peggio ancora, alla Campania. Bassolino e la Iervolino, insomma, non piacciono nemmeno a Franceschini, che, stando così le cose, potrebbe aver già deciso di lasciarli politicamente agonizzare in quello stesso territorio, che da anni è divenuto il simbolo più palese e deprimente del fallimento politico delle sinistre. Una sorta di macchia compromettente, da cancellare anche dalla storia del Partito Democratico. Che, se non è possibile levarla, va almeno coperta alla men peggio, lasciando ad altri il compito di rimuoverla definitivamente.Piaccia o no l’affermazione, anche sotto le insegne del nuovo leader, al sindaco di Napoli e al governatore della Campania viene riconfermata la parte dei marziani, confinati tra i cumuli di macerie che, in anni di malgoverno, hanno prodotto. Ignorati ed emarginati dai palazzi della politica nazionale e, sempre più, dai loro stessi compagni di partito. A inchiodarli alle loro responsabilità politiche e di governo, non è solo la penosa storia dell’emergenza rifiuti e delle montagne di immondizia che per mesi hanno associato l’immagine di Napoli nel mondo, ma le mille criticità che le loro sciagurate gestioni continuano a creare alla città e, soprattutto, a coloro che a Napoli e in Campania, vivono.Se la questione Bagnoli e, più in generale, le politiche di risanamento dell’area occidentale, rappresentano una sorta di tormentone periodicamente messo in scena sin da quando Bassolino è diventato per la prima volta sindaco di Napoli, il braccio di ferro tra Governo ed esecutivo cittadino sul Forum delle Culture ha evidenziato tutti i limiti di un’amministrazione più propensa a mettere in scena il cartellone proposto da una sagra paesana, che non da un evento di carattere internazionale, come suggerito da Bondi e Berlusconi. Ma non sono solo le idee e i progetti a difettare, essendo il capitolo degli investimenti mancati e dei debiti accumulati, non meno corposo e preoccupante. Come quelli messi assieme dal comparto sanità, che si stanno dimostrando alla stregua di un pozzo senza fondo, dal quale vien fuori di tutto. Soprattutto la palese incapacità di chi per anni l’ha gestito come un feudo, all’interno del quale si distribuivano prebende e favori. Ciò, per non parlare del comparto turistico e delle politiche del lavoro, che anche ieri hanno visto il marziano Bassolino rivolgersi a una scarna, distratta e preoccupata platea di lavoratori degli stabilimenti di Pomigliano d’Arco. Evocando, sotto molti aspetti, l’immagine del direttore d’orchestra che dirige l’ultimo concerto mentre il Titanic affonda. Ma questa è un’altra storia.
*Sottosegretario all’Economia Coordinatore di Forza Italia Campania
da Il Corriere del Mezzogiorno - 26 febbraio 2009
Caro direttore,
l’assenza di Bassolino e della Iervolino dalla squadra che affiancherà il neo segretario del Pd, Franceschini, non può certamente passare inosservata. Sottolineata, come è accaduto, dalla presenza — tutt’altro che marginale — di altri (e meno noti) amministratori nella segreteria politica del successore di Veltroni.
Come dire, se esempi di buona amministrazione il Partito Democratico deve cominciare ad offrire ai suoi elettori, meglio non guardare a Napoli o, peggio ancora, alla Campania. Bassolino e la Iervolino, insomma, non piacciono nemmeno a Franceschini, che, stando così le cose, potrebbe aver già deciso di lasciarli politicamente agonizzare in quello stesso territorio, che da anni è divenuto il simbolo più palese e deprimente del fallimento politico delle sinistre. Una sorta di macchia compromettente, da cancellare anche dalla storia del Partito Democratico. Che, se non è possibile levarla, va almeno coperta alla men peggio, lasciando ad altri il compito di rimuoverla definitivamente.Piaccia o no l’affermazione, anche sotto le insegne del nuovo leader, al sindaco di Napoli e al governatore della Campania viene riconfermata la parte dei marziani, confinati tra i cumuli di macerie che, in anni di malgoverno, hanno prodotto. Ignorati ed emarginati dai palazzi della politica nazionale e, sempre più, dai loro stessi compagni di partito. A inchiodarli alle loro responsabilità politiche e di governo, non è solo la penosa storia dell’emergenza rifiuti e delle montagne di immondizia che per mesi hanno associato l’immagine di Napoli nel mondo, ma le mille criticità che le loro sciagurate gestioni continuano a creare alla città e, soprattutto, a coloro che a Napoli e in Campania, vivono.Se la questione Bagnoli e, più in generale, le politiche di risanamento dell’area occidentale, rappresentano una sorta di tormentone periodicamente messo in scena sin da quando Bassolino è diventato per la prima volta sindaco di Napoli, il braccio di ferro tra Governo ed esecutivo cittadino sul Forum delle Culture ha evidenziato tutti i limiti di un’amministrazione più propensa a mettere in scena il cartellone proposto da una sagra paesana, che non da un evento di carattere internazionale, come suggerito da Bondi e Berlusconi. Ma non sono solo le idee e i progetti a difettare, essendo il capitolo degli investimenti mancati e dei debiti accumulati, non meno corposo e preoccupante. Come quelli messi assieme dal comparto sanità, che si stanno dimostrando alla stregua di un pozzo senza fondo, dal quale vien fuori di tutto. Soprattutto la palese incapacità di chi per anni l’ha gestito come un feudo, all’interno del quale si distribuivano prebende e favori. Ciò, per non parlare del comparto turistico e delle politiche del lavoro, che anche ieri hanno visto il marziano Bassolino rivolgersi a una scarna, distratta e preoccupata platea di lavoratori degli stabilimenti di Pomigliano d’Arco. Evocando, sotto molti aspetti, l’immagine del direttore d’orchestra che dirige l’ultimo concerto mentre il Titanic affonda. Ma questa è un’altra storia.
*Sottosegretario all’Economia Coordinatore di Forza Italia Campania
da Il Corriere del Mezzogiorno - 26 febbraio 2009
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sabato 21 febbraio 2009
Decreto antistupri: più prevenzione, più repressione, più sicurezza
Contatto nr. 7/2009
Il nuovo decreto sicurezza approvato ieri dal governo è una risposta tempestiva alle violenze contro le donne delle ultime settimane ma non dipende dall’onda emotiva di questi ultimi giorni. Le misure di oggi anticipano per la maggior parte ciò che era previsto nel disegno di legge sulla sicurezza approvato al Senato due settimane fa.
Come di consueto, il governo agisce su due fronti: prevenzione e repressione. Per la prevenzione, vengono stanziati 100 milioni con i quali saranno assunti 2.500 poliziotti entro il 31 marzo e viene dato il via ai "volontari per la sicurezza", per dare modo ai cittadini di partecipare al controllo del territorio, in sinergia con le forze dell’ordine.
Sul fronte della repressione dei reati, viene previsto: l’ergastolo per i violentatori omicidi; il carcere per chi commette violenza sessuale su minori; l’arresto in flagranza dà accesso al processo per direttissima; il patrocinio gratuito a spese dello Stato per tutte le vittime; niente benefici carcerari per gli autori di violenza sessuale.
Puoi approfondire questi contenuti su http://www.ilpopolodellaliberta.it/ e su http://www.governoberlusconi.it/.
Infine, ti segnalo una mini campagna virtuale che ti proponiamo a questo link: http://menomalechesilvioce.votaberlusconi.it/
Nella settimana del trionfo in Sardegna e dell’addio di Veltroni, penso proprio che ci possa stare...
Buona fine settimana,
on. Antonio Palmieri
responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL
Il nuovo decreto sicurezza approvato ieri dal governo è una risposta tempestiva alle violenze contro le donne delle ultime settimane ma non dipende dall’onda emotiva di questi ultimi giorni. Le misure di oggi anticipano per la maggior parte ciò che era previsto nel disegno di legge sulla sicurezza approvato al Senato due settimane fa.
Come di consueto, il governo agisce su due fronti: prevenzione e repressione. Per la prevenzione, vengono stanziati 100 milioni con i quali saranno assunti 2.500 poliziotti entro il 31 marzo e viene dato il via ai "volontari per la sicurezza", per dare modo ai cittadini di partecipare al controllo del territorio, in sinergia con le forze dell’ordine.
Sul fronte della repressione dei reati, viene previsto: l’ergastolo per i violentatori omicidi; il carcere per chi commette violenza sessuale su minori; l’arresto in flagranza dà accesso al processo per direttissima; il patrocinio gratuito a spese dello Stato per tutte le vittime; niente benefici carcerari per gli autori di violenza sessuale.
Puoi approfondire questi contenuti su http://www.ilpopolodellaliberta.it/ e su http://www.governoberlusconi.it/.
Infine, ti segnalo una mini campagna virtuale che ti proponiamo a questo link: http://menomalechesilvioce.votaberlusconi.it/
Nella settimana del trionfo in Sardegna e dell’addio di Veltroni, penso proprio che ci possa stare...
Buona fine settimana,
on. Antonio Palmieri
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giovedì 19 febbraio 2009
Chi aiuta lo stupratore sarà punito come lui
Nel decreto anche ronde, video ed ergastolo lo per chi uccide
L’appuntamento è fissato per venerdì 20 febbraio. Quando il Consiglio dei Ministri dovrebbe dare l’ok al decreto legge “anti-stupri”. Oggi le ultime rifiniture, con un nuovo tavolo tecnico, ma il testo elaborato dal ministero degli Interni e della giustizia è praticamente pronto, rimpolpato, grazie al lavoro del ministero delle Pari Opportunità di Mara Carfagna, dai dispositivi sul reato di stalking (atti persecutori emolestie insistenti) e sulla violenza sessuale.
Ma andiamo con ordine. Le ronde innanzitutto. Rientrano, infatti, le regole, anche se attutite, volute dalla Lega. «I sindaci possono avvalersi» delle manifestazioni organizzate «da associazioni di cittadini non armati previa comunicazione al prefetto. Ronde, dunque, ma registrate e autorizzate.
Poi la videosorveglianza. I primi cittadini, in pratica, potranno applicare sistemi video nelle zone a rischio con maggiore libertà rispetto al passato.
Infine, uno dei pochi punti ancora in sospeso. Sulla proroga del trattenimento dei clandestini nei centri di raccolta, infatti, si sta ancora discutendo sul lasso temporale: trenta o sessanta giorni.
Tante le novità anche se si va più nello specifico sul reato di violenza sessuale. Raddoppia, per esempio, da 12 a 24 anni la prescrizione per il reato di violenza sessuale, ma soprattutto viene introdotto l’ergastolo nel caso di omicidio commesso in concomitanza della violenza. Quindi la pena che aumenta e passa da un minimo di 6 a un massimo di 12 anni (oggi punita con la reclusione da cinque a dieci anni). Mentre viene completamente ridisegnata la violenza di gruppo. Basta la partecipazione al branco, anche senza commettere la violenza per essere puniti come lo stesso violentatore.
In poche parole, si eliminano le diminuzioni di pena per i partecipanti che abbiano avuto un ruolo di secndaria importanza. Il cosiddetto “palo” per esempio, quello che si apposta e controlla la zona iene considerato alla stregua di chi commette il reato. Basta, poi, con i domiciliari per gli imputati, arriva la custodia cautelare in carcere obbligatoria. E via libera alla nuova figura di reato delle molestie sessuali. Per chi commetta molestie o atti a contenuto esplicitamente sessuale è prevista la reclusione da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni.
L’ultima, invece, riguarda l’introduzione del reato di stalking anche nell’ordinamento italiano. La Camera aveva già approvato il disegno di legge contro gli atti persecutori e le molestie insistenti, punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Ora l’iter subisce una brusca accelerata e la normativa si arricchisce del cosiddetto principio dell’ammonimento, con il perseguitato che può chiedere al magistrato una sorta di “cartellino giallo” contro il molestatore.
Libero 19.02.2009
L’appuntamento è fissato per venerdì 20 febbraio. Quando il Consiglio dei Ministri dovrebbe dare l’ok al decreto legge “anti-stupri”. Oggi le ultime rifiniture, con un nuovo tavolo tecnico, ma il testo elaborato dal ministero degli Interni e della giustizia è praticamente pronto, rimpolpato, grazie al lavoro del ministero delle Pari Opportunità di Mara Carfagna, dai dispositivi sul reato di stalking (atti persecutori emolestie insistenti) e sulla violenza sessuale.
Ma andiamo con ordine. Le ronde innanzitutto. Rientrano, infatti, le regole, anche se attutite, volute dalla Lega. «I sindaci possono avvalersi» delle manifestazioni organizzate «da associazioni di cittadini non armati previa comunicazione al prefetto. Ronde, dunque, ma registrate e autorizzate.
Poi la videosorveglianza. I primi cittadini, in pratica, potranno applicare sistemi video nelle zone a rischio con maggiore libertà rispetto al passato.
Infine, uno dei pochi punti ancora in sospeso. Sulla proroga del trattenimento dei clandestini nei centri di raccolta, infatti, si sta ancora discutendo sul lasso temporale: trenta o sessanta giorni.
Tante le novità anche se si va più nello specifico sul reato di violenza sessuale. Raddoppia, per esempio, da 12 a 24 anni la prescrizione per il reato di violenza sessuale, ma soprattutto viene introdotto l’ergastolo nel caso di omicidio commesso in concomitanza della violenza. Quindi la pena che aumenta e passa da un minimo di 6 a un massimo di 12 anni (oggi punita con la reclusione da cinque a dieci anni). Mentre viene completamente ridisegnata la violenza di gruppo. Basta la partecipazione al branco, anche senza commettere la violenza per essere puniti come lo stesso violentatore.
In poche parole, si eliminano le diminuzioni di pena per i partecipanti che abbiano avuto un ruolo di secndaria importanza. Il cosiddetto “palo” per esempio, quello che si apposta e controlla la zona iene considerato alla stregua di chi commette il reato. Basta, poi, con i domiciliari per gli imputati, arriva la custodia cautelare in carcere obbligatoria. E via libera alla nuova figura di reato delle molestie sessuali. Per chi commetta molestie o atti a contenuto esplicitamente sessuale è prevista la reclusione da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni.
L’ultima, invece, riguarda l’introduzione del reato di stalking anche nell’ordinamento italiano. La Camera aveva già approvato il disegno di legge contro gli atti persecutori e le molestie insistenti, punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Ora l’iter subisce una brusca accelerata e la normativa si arricchisce del cosiddetto principio dell’ammonimento, con il perseguitato che può chiedere al magistrato una sorta di “cartellino giallo” contro il molestatore.
Libero 19.02.2009
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lunedì 16 febbraio 2009
MARA CARFAGNA «Giro di vite sulle scarcerazioni facili»
Il ministro delle Pari opportunità: «La discrezionalità spetta ai giudici, ma nelle ultime settimane ci sono stati troppi casi. Vogliamo evitare risposte tardive e assicurare la certezza della pena»
« È un bollettino di guerra. Siamo dinanzi a un fenomeno in continuo aumento, al dilagare di un’emergenza. E c’è la ferma volontà, da parte del governo, di intervenire subito e con decisione, per contrastare crimini così odiosi che ledono la dignità delle donne e vedono la sopraffazione becera tra i due generi » .
Ministro Mara Carfagna, gli ultimi casi di stupri hanno dunque rilanciato la necessità di intervenire in maniera tempestiva. Tanto che al prossimo Cdm potreste approvare un decreto ad hoc.
« Stiamo valutando l’ipotesi di portare in Consiglio dei ministri un provvedimento d’urgenza, che non sarebbe determinato dall’emozione del momento, ma dalla consapevolezza della gravità della situazione » .
Ne ha parlato con il premier?
« Non ho sentito ancora il presidente del Consiglio, che da sempre dimostra grande sensibilità su questi temi. Ho avuto invece già uno scambio di vedute e di valutazioni con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. E abbiamo convenuto sulla necessità di predisporre misure per agire immediatamente. Poi, in ogni caso, spetterà al capo dello Stato valutare l’urgenza » .
Si prevede lo stop alla concessione degli arresti domiciliari per chi è accusato di stupro.
« Siamo in una fase di valutazione e sono in corso contatti continui anche tra Viminale e ministero delle Pari opportunità. Ma potrebbe essere una delle misure previste, riprendendo alcuni emendamenti del disegno di legge sulla sicurezza all’esame della Camera. Comunque, vogliamo evitare una risposta tardiva e assicurare, invece, la certezza della pena e la tutela delle vittime » .
Insomma, giro di vite contro le « scarcerazioni facili » .
« Il diritto non è l a matematica e la discrezionalità spetta ai giudici. Però, visto che nelle ultime settimane ci sono stati diversi esempi di scarcerazioni facili, forse è il caso di intervenire » .
La Lega rilancia lo strumento della castrazione chimica per chi si macchia di reati del genere. Cosa ne pensa?
« Già altri Paesi lo utilizzano, ma non sempre è stato dimostrato il suo successo al 100%. Credo che su questo punto debba esprimersi la comunità scientifica e non la classe politica. Senza dimenticare, tra l’altro, le polemiche che si aprirebbero in Italia » .
Al di là dell’emergenza stupri, il suo ministero è stato piuttosto impegnato nei primi nove mesi di governo.
« Già a giugno dello scorso anno abbiamo portato in Cdm i primi provvedimenti rivolti al contrasto della violenza contro le donne. E da subito abbiamo avviato alcune importanti sinergie con il ministero dell’Interno. A tal proposito, ricordo il servizio del
numero verde 1522, attivo ventiquattr’ore su ventiquattro » .
Quando avrà il via libera definitivo la legge sullo stalking?
« Si tratta di un provvedimento fondamentale, che si rivolge, nell’ 80-85% dei casi, a violenze subite da donne. È stato già approvato all’unanimità dalla Camera e dalla settimana scorsa è al vaglio della Commissione giustizia del Senato. Mi auguro vi rimanga il tempo necessario per apportare eventuali miglioramenti, purché non si allunghi troppo l’attesa. Anche in quest’ambito, infatti, dobbiamo rispondere in tempi brevi » .
Venerdì scorso, intanto, il Cdm ha approvato lo schema di disegno di legge che ratifica la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale. Adesso, rischia il carcere da uno a tre anni chi adesca minori su Internet.
«Si tratta di una novità importante, che apporta modifiche ad alcune parti del codice di procedura penale e civile. E ci auguriamo possa essere un valido deterrente, perché questo tipo di reato, a seguito della diffusione delle nuove tecnologie, è aumentato in maniera esponenziale » .
Tra le novità, anche il raddoppio del periodo di prescrizione per i reati sessuali sui minori.
«Il limite era di dieci anni, adesso diventa di venti. Si tratta di una misura che vuole permettere, a chi ha subìto abusi da piccolo, di poter denunciare il proprio aguzzino anche da adulto, avendo nel frattempo superato magari le precedenti paure » .
Ci spiega come funzionerà la Banca dati contro la pedofilia?
« Il ministero della Giustizia preleverà, nelle carceri, campioni biologici del detenuto, che saranno trasformati in dati informatici e inseriti in una banca dati tenuta dal Viminale. In caso di recidiva, sarà così più facile identificare il colpevole » .
Ministro, come prosegue il contrasto alla prostituzione?
« I risultati sono concreti, grazie alle ordinanze emanate dai sindaci, che ricalcano in gran parte il disegno di legge che approvammo a settembre. Adesso, però, faccio un appello al Parlamento affinché lo approvi prima possibile, visto che è ancora bloccato. Su temi come questi, poi, si dovrebbe trovare un’intesa bipartisan e respingo al mittente le accuse strumentali e ideologiche, che non giovano alla risoluzione dei problemi. Non vogliamo, infatti, nascondere la polvere sotto il tappeto, come afferma qualcuno, visto che il 75% della prostituzione si svolge per strada. Per il governo, quindi, contrastare il fenomeno significa portar fuori le donne dalla schiavitù » .
Recenti casi di cronaca raccontano di bimbi costretti dai genitori a prostituirsi per pochi euro.
« In questi casi, la strada è solo una: sottrarre la patria potestà a genitori che non meritano di essere chiamati così » .
Il Giornale 16.02.2009
« È un bollettino di guerra. Siamo dinanzi a un fenomeno in continuo aumento, al dilagare di un’emergenza. E c’è la ferma volontà, da parte del governo, di intervenire subito e con decisione, per contrastare crimini così odiosi che ledono la dignità delle donne e vedono la sopraffazione becera tra i due generi » .
Ministro Mara Carfagna, gli ultimi casi di stupri hanno dunque rilanciato la necessità di intervenire in maniera tempestiva. Tanto che al prossimo Cdm potreste approvare un decreto ad hoc.
« Stiamo valutando l’ipotesi di portare in Consiglio dei ministri un provvedimento d’urgenza, che non sarebbe determinato dall’emozione del momento, ma dalla consapevolezza della gravità della situazione » .
Ne ha parlato con il premier?
« Non ho sentito ancora il presidente del Consiglio, che da sempre dimostra grande sensibilità su questi temi. Ho avuto invece già uno scambio di vedute e di valutazioni con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. E abbiamo convenuto sulla necessità di predisporre misure per agire immediatamente. Poi, in ogni caso, spetterà al capo dello Stato valutare l’urgenza » .
Si prevede lo stop alla concessione degli arresti domiciliari per chi è accusato di stupro.
« Siamo in una fase di valutazione e sono in corso contatti continui anche tra Viminale e ministero delle Pari opportunità. Ma potrebbe essere una delle misure previste, riprendendo alcuni emendamenti del disegno di legge sulla sicurezza all’esame della Camera. Comunque, vogliamo evitare una risposta tardiva e assicurare, invece, la certezza della pena e la tutela delle vittime » .
Insomma, giro di vite contro le « scarcerazioni facili » .
« Il diritto non è l a matematica e la discrezionalità spetta ai giudici. Però, visto che nelle ultime settimane ci sono stati diversi esempi di scarcerazioni facili, forse è il caso di intervenire » .
La Lega rilancia lo strumento della castrazione chimica per chi si macchia di reati del genere. Cosa ne pensa?
« Già altri Paesi lo utilizzano, ma non sempre è stato dimostrato il suo successo al 100%. Credo che su questo punto debba esprimersi la comunità scientifica e non la classe politica. Senza dimenticare, tra l’altro, le polemiche che si aprirebbero in Italia » .
Al di là dell’emergenza stupri, il suo ministero è stato piuttosto impegnato nei primi nove mesi di governo.
« Già a giugno dello scorso anno abbiamo portato in Cdm i primi provvedimenti rivolti al contrasto della violenza contro le donne. E da subito abbiamo avviato alcune importanti sinergie con il ministero dell’Interno. A tal proposito, ricordo il servizio del
numero verde 1522, attivo ventiquattr’ore su ventiquattro » .
Quando avrà il via libera definitivo la legge sullo stalking?
« Si tratta di un provvedimento fondamentale, che si rivolge, nell’ 80-85% dei casi, a violenze subite da donne. È stato già approvato all’unanimità dalla Camera e dalla settimana scorsa è al vaglio della Commissione giustizia del Senato. Mi auguro vi rimanga il tempo necessario per apportare eventuali miglioramenti, purché non si allunghi troppo l’attesa. Anche in quest’ambito, infatti, dobbiamo rispondere in tempi brevi » .
Venerdì scorso, intanto, il Cdm ha approvato lo schema di disegno di legge che ratifica la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale. Adesso, rischia il carcere da uno a tre anni chi adesca minori su Internet.
«Si tratta di una novità importante, che apporta modifiche ad alcune parti del codice di procedura penale e civile. E ci auguriamo possa essere un valido deterrente, perché questo tipo di reato, a seguito della diffusione delle nuove tecnologie, è aumentato in maniera esponenziale » .
Tra le novità, anche il raddoppio del periodo di prescrizione per i reati sessuali sui minori.
«Il limite era di dieci anni, adesso diventa di venti. Si tratta di una misura che vuole permettere, a chi ha subìto abusi da piccolo, di poter denunciare il proprio aguzzino anche da adulto, avendo nel frattempo superato magari le precedenti paure » .
Ci spiega come funzionerà la Banca dati contro la pedofilia?
« Il ministero della Giustizia preleverà, nelle carceri, campioni biologici del detenuto, che saranno trasformati in dati informatici e inseriti in una banca dati tenuta dal Viminale. In caso di recidiva, sarà così più facile identificare il colpevole » .
Ministro, come prosegue il contrasto alla prostituzione?
« I risultati sono concreti, grazie alle ordinanze emanate dai sindaci, che ricalcano in gran parte il disegno di legge che approvammo a settembre. Adesso, però, faccio un appello al Parlamento affinché lo approvi prima possibile, visto che è ancora bloccato. Su temi come questi, poi, si dovrebbe trovare un’intesa bipartisan e respingo al mittente le accuse strumentali e ideologiche, che non giovano alla risoluzione dei problemi. Non vogliamo, infatti, nascondere la polvere sotto il tappeto, come afferma qualcuno, visto che il 75% della prostituzione si svolge per strada. Per il governo, quindi, contrastare il fenomeno significa portar fuori le donne dalla schiavitù » .
Recenti casi di cronaca raccontano di bimbi costretti dai genitori a prostituirsi per pochi euro.
« In questi casi, la strada è solo una: sottrarre la patria potestà a genitori che non meritano di essere chiamati così » .
Il Giornale 16.02.2009
sabato 14 febbraio 2009
EUROPEE: MASTELLA SARA’ CANDIDATO NELLE LISTE DEL PDL
Il segretario nazionale dei Popolari Udeur, Clemente Mastella, sara’ candidato alle prossime elezioni europee, in programma a giugno, nelle liste del Pdl. E’ quanto stabilito nell’accordo, firmato a Roma, tra i coordinatori regionali della Campania di Forza Italia, Nicola Cosentino, di Alleanza Nazionale, Mario Landolfi, il segretario campano dell’Udeur, Antonio Fantini e reso noto dal Pdl.I rappresentanti di Popolo della Liberta’ e Udeur hanno sottoscritto un’intesa strategica in vista delle prossime elezioni amministrative.(ANSA).
PDL-UDEUR, SIGLATO L’ACCORDO.
”I segretari regionali di Fi-Pdl Nicola Cosentino, di An-Pdl Mario Landolfi e dell’Udeur Antonio Fantini, al termine di un incontro che si e’ svolto giovedi’ scorso a Roma, hanno raggiunto un’intesa ritenuta strategica e che parte dalle prossime elezioni comunali e provinciali che si terranno a giugno, per proseguire poi -si legge nel comunicato- in un cammino fatto di programmi e scelte condivise, con l’obiettivo di imprimere, nel solco di una rinnovata cultura bipolare, una svolta vera alle imminenti consultazioni elettorali”.
“In tal senso -prosegue il comunicato- e al fine di contribuire a realizzare un quadro di alleanze organico, chiaro e coerente, l’Udeur si impegna ad avviare rapidamente una verifica politica in quegli enti locali, a partire dalla provincia di Benevento, dove tale partito e’ tuttora in coalizione con il centrosinistra. Anche in questo modo si vuole rendere evidente che in Campania e’ tempo di cambiare mentalita’ e metodo di governo della cosa pubblica”.
“Partendo dalla tutela degli esclusivi interessi delle popolazioni interessate, e’ improcrastinabile puntare su opzioni programmatiche in grado di avviare lo sviluppo e la ripresa economica di una regione lasciata per troppo tempo allo sbando ed al non-governo”.
”Dalla Campania -si legge anora nella nota- puo’ e deve partire l’attenzione per l’intero Mezzogiorno, la cui promozione sociale ed economica e’ interesse dell’intera nazione. Si tratta di agevolare un processo che non punti solo sul rilancio nominalistico dell’atavica ‘questione meridionale’ ma che abbia come punto fermo la valorizzazione delle risorse naturali e delle aspirazioni territoriali di cui e’ dotato l’intero Sud”.
“E’ questo un tema che accomuna la storia e la tradizione politica sia delle forze che stanno dando vita al Pdl sia dell’Udeur e che e’ solo una delle ragioni fondanti l’alleanza oggi sancita in Campania. La stessa collocazione all’interno del Ppe comporta la candidatura del segretario dell’Udeur Clemente Mastella alle prossime elezioni europee, nelle liste del Pdl. Oggi -conclude il comunicato congiunto dei tre segretari regionali- si apre una rinnovata stagione politica, foriera di importanti novita’, che ricadranno positivamente sui cittadini della Campania’.
(Adnkronos)
PDL-UDEUR, SIGLATO L’ACCORDO.
”I segretari regionali di Fi-Pdl Nicola Cosentino, di An-Pdl Mario Landolfi e dell’Udeur Antonio Fantini, al termine di un incontro che si e’ svolto giovedi’ scorso a Roma, hanno raggiunto un’intesa ritenuta strategica e che parte dalle prossime elezioni comunali e provinciali che si terranno a giugno, per proseguire poi -si legge nel comunicato- in un cammino fatto di programmi e scelte condivise, con l’obiettivo di imprimere, nel solco di una rinnovata cultura bipolare, una svolta vera alle imminenti consultazioni elettorali”.
“In tal senso -prosegue il comunicato- e al fine di contribuire a realizzare un quadro di alleanze organico, chiaro e coerente, l’Udeur si impegna ad avviare rapidamente una verifica politica in quegli enti locali, a partire dalla provincia di Benevento, dove tale partito e’ tuttora in coalizione con il centrosinistra. Anche in questo modo si vuole rendere evidente che in Campania e’ tempo di cambiare mentalita’ e metodo di governo della cosa pubblica”.
“Partendo dalla tutela degli esclusivi interessi delle popolazioni interessate, e’ improcrastinabile puntare su opzioni programmatiche in grado di avviare lo sviluppo e la ripresa economica di una regione lasciata per troppo tempo allo sbando ed al non-governo”.
”Dalla Campania -si legge anora nella nota- puo’ e deve partire l’attenzione per l’intero Mezzogiorno, la cui promozione sociale ed economica e’ interesse dell’intera nazione. Si tratta di agevolare un processo che non punti solo sul rilancio nominalistico dell’atavica ‘questione meridionale’ ma che abbia come punto fermo la valorizzazione delle risorse naturali e delle aspirazioni territoriali di cui e’ dotato l’intero Sud”.
“E’ questo un tema che accomuna la storia e la tradizione politica sia delle forze che stanno dando vita al Pdl sia dell’Udeur e che e’ solo una delle ragioni fondanti l’alleanza oggi sancita in Campania. La stessa collocazione all’interno del Ppe comporta la candidatura del segretario dell’Udeur Clemente Mastella alle prossime elezioni europee, nelle liste del Pdl. Oggi -conclude il comunicato congiunto dei tre segretari regionali- si apre una rinnovata stagione politica, foriera di importanti novita’, che ricadranno positivamente sui cittadini della Campania’.
(Adnkronos)
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venerdì 13 febbraio 2009
L.ELETTORALE, SIT-IN DONNE IN CONSIGLIO REGIONALE
Per un giorno hanno indossato tutte la stessa maglietta, non quella dei rispettivi partiti di appartenenza, ma quella che rievoca l’articolo 51 della Costituzione. Cosi’, mettendo da parte gli schieramenti politici, un gruppo di donne attive in politica ha manifestato in mattinata dinanzi alla sede del Consiglio regionale, prima dell’inizio della seduta convocata sulla vertenza Fiat, per rivendicare pari opportunita’ nel diritto ad essere elette.Dalle manifestanti sono venute critiche al testo della legge elettorale regionale sfornato la scorsa settimana dalla commissione Statuto. ‘Non importa se con il listino o senza - ha detto l’ex presidente della Provincia di Napoli Rosellina Russo, oggi di Fi - chiediamo un meccanismo che ci consenta di essere elette in misura adeguata’.‘L’emendamento proposto dal presidente Lonardo alla legge elettorale attesa in aula la prossima settimana - ha aggiunto Fiorella Girace del Pd - va incontro alle nostre esigenze, cosi’ come la posizioni espresse da Caiazzo e Cammardella’. Tra le altre, in rappresentanza di tutti gli schieramenti, a manifestare c’erano l’assessore provinciale Angela Cortese, l’assessore al Comune di Napoli Valeria Valente e Clorinda Boccia Burattino, dirigente delle Donne Azzurre in Campania.Prossimo appuntamento venerdi’ 20 quando approdera’ in aula il testo sulla legge elettorale: loro, le donne della politica, hanno promesso che in quella circostanza si faranno sentire.(ANSA).
giovedì 12 febbraio 2009
DE GIROLAMO: SENZA LISTINO SI CANCELLANO DONNE
‘Il centrosinistra campano vuole cancellare la presenza femminile in Consiglio Regionale’. Cosi’ Nunzia De Girolamo, deputato del Pdl e commissario provinciale di Forza Italia a Benevento critica la riforma della legge elettorale regionale della Campania.‘Condivido l’appello a tutte le donne impegnate in politica lanciato dalla dirigente di Azzurro Donna, Clorinda Boccia Burattino. Abolire il listino significa non voler garantire una presenza certa delle donne nell’Assemblea legislativa campana.E l’introduzione della norma che obbliga di candidare il 50% di donne nelle liste provinciali e’ soltanto una presa in giro, in quanto l’elezione sarebbe legata esclusivamente all’ottenimento delle preferenze’.La De Girolamo si complimenta poi con ‘il gruppo regionale di Fi che ha presentato emendamenti in difesa della governabilita’ e delle donne. La proposta di un mini-listino composto da sei rappresentanti (tre donne e tre uomini) e l’aumento della soglia di sbarramento dall’attuale 3% al 4% per le liste che si presentano da sole e dall’attuale 5% al 6% per le liste collegate in coalizione, sono un segnale a garanzia delle pari opportunita’ e delle governabilita”. (ANSA).
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martedì 10 febbraio 2009
C. BOCCIA: APPELLO ALLE DONNE CONTRO L’ABOLIZIONE DEL LISTINO
Un appello a tutte le donne impegnate in politica, affinché blocchino il tentativo di cancellare il “listino” alle elezioni per il consiglio regionale della Campania, è stato lanciato dalla dirigente regionale di “Azzurro Donna”, Clorinda Boccia Burattino. “La proposta di riforma dalle legge elettorale regionale – ha affermato la Boccia Burattino - mira a cancellare del tutto la presenza delle donne in politica. Un tentativo che, all’identica stregua, penalizza le donne di destra e quelle di sinistra. Per questo motivo chiediamo una mobilitazione di tutte le presenze femminili, indipendentemente dalla casacca che ognuna di noi veste. Ciò, nell’interesse della democrazia e della politica”. Annunciato, dalla dirigente azzurra, un sit-in di protesta innanzi alla sede del consiglio regionale (Isola F 13). La manifestazione è in programma giovedì mattina, con inizio alle ore 11.
R.RUSSO,RIVEDERE DECISIONE RIFORMA LEGGE ELETTORALE
Un appello al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, e al presidente del Consiglio regionale, Sandra Leonardo, con la ‘richiesta di rivedere la decisione di riformare la legge elettorale regionale’, e’ stato fatto dalla vicepresidente della Commissione Pari Opportunita’ della Regione Campania, Rosa Russo. ‘Avevano chiesto delle liste bloccate all’interno delle quali alternare un uomo e una donna. Per tutta risposta ci viene recapitato - rileva Rosa Russo - il progetto di cancellare anche il cosiddetto listino, l’unico strumento che le donne della Campania hanno a disposizione per poter partecipare da attori alla vita politica della Regione’. ‘Dal governatore della Campania e dalla presidente del consiglio regionale ci aspettiamo un atto di civilta’, teso a evitare la cancellazione di uno strumento che fino a oggi e’ stato sinonimo di democrazia e di pari opportunita’, in un contesto politico e istituzionale dove - conclude - predominante e’ stato il pregiudizio dei partiti nei confronti delle donne’.
sabato 7 febbraio 2009
Carfagna: "Ripartire dalla famiglia con un piano per la conciliazione"
"Il metro di giudizio per valutare quanto veramente ogni Paese può essere competitivo risiede anche nel 'quanto' è posto in essere per la famiglia. Ed è oggi il tema e al tempo stesso la sfida comune che affrontiamo: le politiche di sostegno per la famiglia, che non possono prescindere dall'apporto fondamentale, in tempo ed energie, che la donna dà al nucleo familiare. In questo frangente storico, frastornato dalla crisi economica e dal mutamento di delicati scenari politici, è nella famiglia che gli Stati devono misurarsi e concentrarsi. E' dal ruolo dato alle donne, dalla possibilità di pronunciare il 'doppio sì', agli affetti e al lavoro, che dobbiamo ripartire. E la parola chiave per ripartire è: conciliazione. Sappiamo ormai tutti che nei Paesi in cui lo Stato è accanto alle donne, ponendo in essere i mezzi per incrementare l'occupazione femminile, si riscontra la vera chiave del successo nell'era della globalizzazione". E' quanto ha dichiarato il Ministro per
le Pari Opportunità, Mara Carfagna, nel corso del suo intervento alla conferenza europea "Parental childcare and employment policy" che si svolge a Praga, oggi e domani, presso il Centro Congressi della capitale della Repubblica Ceca, presidente di turno dell’Unione Europea. "Relativamente al mio Paese, - ha detto il ministro Carfagna - si intende operare nel prossimo triennio ponendo in campo misure rivolte ad elevare di almeno 5 punti il tasso di occupazione femminile, promuovendo non solo politiche del lavoro in grado di favorire tale sviluppo, ma anche strategie di welfare funzionali ad allargare la base occupazionale, con riguardo alla manodopera femminile, e a garantire alle donne un efficace 'regime' di conciliazione tra la possibilità di sviluppare i propri talenti professionali e il libero svolgimento dell'attività materna (nonché di sostegno e di cura)". Il Ministro ha poi spiegato che "va quindi capovolta l'ottica del sistema: i meccanismi di aiuto alla famiglia che le politiche di governo possono dare, non devono essere viste come misure assistenziali, ma misure di forte sostegno all'economia nazionale e nternazionale. Ed è su questa linea che ho chiesto, come Ministro per le Pari Opportunità, e ottenuto, di inserire nel Programma Nazionale di riforma 2008-2010 sulla rinnovata strategia di Lisbona un piano organico di semplificazione e deregolazione del lavoro che, senza abbassare il livello di tutela del lavoratore e della lavoratrice, è rivolto a liberare sia l'impresa, sia il prestatore d'opera da adempimenti burocratici e formali, facilitando l'occupazione, riducendone i costi indiretti, offrendo un pacchetto di misure in grado di favorire una maggiore flessibilità degli orari e dei tempi di lavoro, partendo dallo sviluppo del part-time, secondo gli standard europei; potenziando i servizi alla persona, con inoltre programmi di riprofessionalizzazione delle donne che rientrano nel mercato del lavoro dopo anni di assenza per essersi dedicate alla cura della famiglia". "E' allo studio del Ministero; ha concluso il ministro Carfagna - la possibilità di realizzare un Fondo Nazionale per la conciliazione in via sperimentale, per la realizzazione di interventi a livello nazionale, regionale e locale per favorire la promozione del diritto ad una vita che armonizzi lavoro e famiglia. Il nostro è un impegno comune. L'idea che l'Unione europea si
esprima con un'unica voce in merito alle questioni attinenti all'occupazione femminile deve essere ripresa e fortemente difesa da tutti i popoli che percepiscono l'importanza fondamentale del ruolo della donna, come simbolo di progresso e civiltà. Su questa linea, auspico per tutti una buona continuazione del percorso iniziato insieme, affinché si possa realmente arrivare a vincere insieme le sfide del domani".
5 febbraio 2009
http://www.maracarfagna.net
le Pari Opportunità, Mara Carfagna, nel corso del suo intervento alla conferenza europea "Parental childcare and employment policy" che si svolge a Praga, oggi e domani, presso il Centro Congressi della capitale della Repubblica Ceca, presidente di turno dell’Unione Europea. "Relativamente al mio Paese, - ha detto il ministro Carfagna - si intende operare nel prossimo triennio ponendo in campo misure rivolte ad elevare di almeno 5 punti il tasso di occupazione femminile, promuovendo non solo politiche del lavoro in grado di favorire tale sviluppo, ma anche strategie di welfare funzionali ad allargare la base occupazionale, con riguardo alla manodopera femminile, e a garantire alle donne un efficace 'regime' di conciliazione tra la possibilità di sviluppare i propri talenti professionali e il libero svolgimento dell'attività materna (nonché di sostegno e di cura)". Il Ministro ha poi spiegato che "va quindi capovolta l'ottica del sistema: i meccanismi di aiuto alla famiglia che le politiche di governo possono dare, non devono essere viste come misure assistenziali, ma misure di forte sostegno all'economia nazionale e nternazionale. Ed è su questa linea che ho chiesto, come Ministro per le Pari Opportunità, e ottenuto, di inserire nel Programma Nazionale di riforma 2008-2010 sulla rinnovata strategia di Lisbona un piano organico di semplificazione e deregolazione del lavoro che, senza abbassare il livello di tutela del lavoratore e della lavoratrice, è rivolto a liberare sia l'impresa, sia il prestatore d'opera da adempimenti burocratici e formali, facilitando l'occupazione, riducendone i costi indiretti, offrendo un pacchetto di misure in grado di favorire una maggiore flessibilità degli orari e dei tempi di lavoro, partendo dallo sviluppo del part-time, secondo gli standard europei; potenziando i servizi alla persona, con inoltre programmi di riprofessionalizzazione delle donne che rientrano nel mercato del lavoro dopo anni di assenza per essersi dedicate alla cura della famiglia". "E' allo studio del Ministero; ha concluso il ministro Carfagna - la possibilità di realizzare un Fondo Nazionale per la conciliazione in via sperimentale, per la realizzazione di interventi a livello nazionale, regionale e locale per favorire la promozione del diritto ad una vita che armonizzi lavoro e famiglia. Il nostro è un impegno comune. L'idea che l'Unione europea si
esprima con un'unica voce in merito alle questioni attinenti all'occupazione femminile deve essere ripresa e fortemente difesa da tutti i popoli che percepiscono l'importanza fondamentale del ruolo della donna, come simbolo di progresso e civiltà. Su questa linea, auspico per tutti una buona continuazione del percorso iniziato insieme, affinché si possa realmente arrivare a vincere insieme le sfide del domani".
5 febbraio 2009
http://www.maracarfagna.net
giovedì 5 febbraio 2009
I ASSEMBLEA REGIONALE “AZZURRO DONNA” - 2009
Si è tenuta nel pomeriggio di lunedì, a Napoli presso il coordinamento regionale, la prima assemblea regionale di Azzurro Donna dell’anno 2009.
Le numerose dirigenti, provenienti da tutta la regione, da Clorinda Boccia Burattino sono state spronate a continuare la propria attività politica, in ragione degli splendidi risultati ottenuti sul territorio campano fino ad oggi e soprattutto delle indicazioni ricevute dal Ministro Carfagna.
Le donne di Forza Italia sono sempre più partecipative e desiderose di portare il proprio contributo alla società: è un orgoglio rappresentare un partito che le gratifica affidando loro degli incarichi.
Non sono semplicemente delle “elettrici”, ma donne che mettono al servizio del partito le proprie capacità.
Donne esemplari, come Rosa Russo Gargiulo, alla quale è stata conferita una Medaglia d’Oro alla Carriera, dal Comune di Piano di Sorrento, lo scorso 13 gennaio, nell’ambito della Manifestazione per i Festeggiamenti della ricorrenza del Bicentenario del Comune e al nuovo status di “Città” conferito dal Presidente della Repubblica con decreto firmato il 16 ottobre scorso.
Nel manifestare la sua gratificazione Rosa non si sarebbe mai aspettata di ricevere un tale riconoscimento “in vita”. L’unica donna che è stata presidente della provincia di Napoli (dal 1993 al 1995), in duecento anni di storia, merita questo e ancora altre gratificazioni!
Portando i saluti della Dirigente Azzurro Donna di Capaccio, Giuseppina Andreioli, e della dirigente di Agropoli, Antonella Franco, sono stata felice di rappresentare le donne cilentane in un contesto così ricco di esempi positivi.
ANNA KATIA DI SESSA
Resp. Azzurro Donna Alto e Basso Cilento
Le numerose dirigenti, provenienti da tutta la regione, da Clorinda Boccia Burattino sono state spronate a continuare la propria attività politica, in ragione degli splendidi risultati ottenuti sul territorio campano fino ad oggi e soprattutto delle indicazioni ricevute dal Ministro Carfagna.
Le donne di Forza Italia sono sempre più partecipative e desiderose di portare il proprio contributo alla società: è un orgoglio rappresentare un partito che le gratifica affidando loro degli incarichi.
Non sono semplicemente delle “elettrici”, ma donne che mettono al servizio del partito le proprie capacità.
Donne esemplari, come Rosa Russo Gargiulo, alla quale è stata conferita una Medaglia d’Oro alla Carriera, dal Comune di Piano di Sorrento, lo scorso 13 gennaio, nell’ambito della Manifestazione per i Festeggiamenti della ricorrenza del Bicentenario del Comune e al nuovo status di “Città” conferito dal Presidente della Repubblica con decreto firmato il 16 ottobre scorso.
Nel manifestare la sua gratificazione Rosa non si sarebbe mai aspettata di ricevere un tale riconoscimento “in vita”. L’unica donna che è stata presidente della provincia di Napoli (dal 1993 al 1995), in duecento anni di storia, merita questo e ancora altre gratificazioni!
Portando i saluti della Dirigente Azzurro Donna di Capaccio, Giuseppina Andreioli, e della dirigente di Agropoli, Antonella Franco, sono stata felice di rappresentare le donne cilentane in un contesto così ricco di esempi positivi.
ANNA KATIA DI SESSA
Resp. Azzurro Donna Alto e Basso Cilento
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mercoledì 4 febbraio 2009
Berlusconi: errore scarcerare chi stupra
ROMA— Sbagliato scarcerare gli stupratori. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a Studio Aperto, parla di «errore» commesso dai gip di Roma e di Tivoli per le brutali aggressioni della notte di Capodanno alla Fiera di Roma e di Guidonia ad una coppia di fidanzati. «È da considerarsi un errore», ha detto il premier, mettere agli arresti domiciliari gli autori di Il Pdl romano ha lanciato una petizione per l’esclusione delle attenuanti a chi agisce sotto l’effetto di alcol e droghe «un delitto imperdonabile e esecrabile come è la violenza sessuale». «Nessuno può restare insensibile al grido di dolore dei genitori dei due giovani e credo che nella coscienza di tutti siano da considerarsi degli errori le decisioni dei gip di Roma e di Tivoli».
«Occorrerebbe invece — ha concluso Berlusconi— che davvero i giudici applicassero le leggi e che quindi tutti i cittadini sentissero che la pena è una certezza e non qualcosa che in certi casi può essere obliterata»
Pena certa e stupratori come i mafiosi. Per evitare che chi violenta una donna finisca in poche ore agli arresti domiciliari, quattro donne parlamentari del Pd, Marinella Samperi, Cinzia Capano, Anna Rossomando e la capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, hanno proposto un emendamento al testo contro la violenza sessuale in discussione a Montecitorio con il quale si equiparano i violentatori ai mafiosi. Perché equiparare gli stupratori ai mafiosi? «Perché, come è noto, in quel caso l’applicazione degli arresti domiciliari deve essere valutata solo in via eccezionale».
Anche il Pdl, comunque, vuole evitare le scarcerazioni facili per gli stupratori. E l’esclusione delle attenuanti per chi agisce sotto l’effetto di alcol e di droghe. Il Pdl romano ha lanciato una petizione popolare per questo (da oggi saranno aperti numerosi gazebo in città) mentre la deputata del Pdl e responsabile delle Pari Opportunità di An, Barbara Saltamartini, ha presentato una proposta di legge che modificando il codice di procedura penale, introduce l’obbligo della custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e violenza di gruppo. Ieri il ministro Mara Carfagna aveva giurato: «Mai più arresti domiciliari», annunciando un emendamento al decreto legge sulla sicurezza in esame al Senato «per escludere i benefici premiali per coloro che si macchiano di reati tanto gravi».
"Corriere della Sera" 04.02.2009
«Occorrerebbe invece — ha concluso Berlusconi— che davvero i giudici applicassero le leggi e che quindi tutti i cittadini sentissero che la pena è una certezza e non qualcosa che in certi casi può essere obliterata»
Pena certa e stupratori come i mafiosi. Per evitare che chi violenta una donna finisca in poche ore agli arresti domiciliari, quattro donne parlamentari del Pd, Marinella Samperi, Cinzia Capano, Anna Rossomando e la capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, hanno proposto un emendamento al testo contro la violenza sessuale in discussione a Montecitorio con il quale si equiparano i violentatori ai mafiosi. Perché equiparare gli stupratori ai mafiosi? «Perché, come è noto, in quel caso l’applicazione degli arresti domiciliari deve essere valutata solo in via eccezionale».
Anche il Pdl, comunque, vuole evitare le scarcerazioni facili per gli stupratori. E l’esclusione delle attenuanti per chi agisce sotto l’effetto di alcol e di droghe. Il Pdl romano ha lanciato una petizione popolare per questo (da oggi saranno aperti numerosi gazebo in città) mentre la deputata del Pdl e responsabile delle Pari Opportunità di An, Barbara Saltamartini, ha presentato una proposta di legge che modificando il codice di procedura penale, introduce l’obbligo della custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e violenza di gruppo. Ieri il ministro Mara Carfagna aveva giurato: «Mai più arresti domiciliari», annunciando un emendamento al decreto legge sulla sicurezza in esame al Senato «per escludere i benefici premiali per coloro che si macchiano di reati tanto gravi».
"Corriere della Sera" 04.02.2009
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martedì 3 febbraio 2009
Numero verde contro le violenze alle donne
Ogni mese vengono segnalati 70 casi di richieste di aiuto. L'amministrazione comunale penserà anche all'assistenza legale
Un numero verde per chiedere aiuto. E poi l’offerta di assistenza legale, supporto psicologico, sostegno civile. E’ il pacchetto di misure varato dal Comune contro la violenza sulle donne, che prevede l’attivazione da lunedì di un numero di telefono gratuito nella sede della società mista Salerno Solidale e la disponibilità di una vigilessa, ventiquattro ore su ventiquattro, al centralino della polizia municipale. Le donne potranno rivolgersi ai due recapiti per denunciare, o anche solo segnalare, ogni genere di maltrattamenti, violenze e minacce. Il numero di Salerno Solidale (800.566.678) sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.Risponderà sempre una operatrice, e una donna sarà anche al centralino della polizia municipale, ai numeri 089.663111 e 089.753822.L’iniziativa sarà pubblicizzata con l’affissione di manifesti in tutta la città . «Ogni donna, per qualunque problema, in qualunque momento, non esiti a chiedere aiuto» esorta il sindaco Vincenzo De Luca. E aggiunge: «Si ripetono nel nostro Paese episodi di violenza contro le donne. Occorre un impegno straordinario per sconfiggere questa nuova barbarie e garantire rispetto e serenità per le nostre ragazze».Una vicinanza che si concretizzerà anche in forme di collaborazione con associazioni e volontariato.In città è già attiva la linea rosa di Spazio Donna.Al numero 089.254242, in funzione dalle 17 alle 20.30, arrivano ogni mese dalle cento alle centoventi segnalazioni da tutta la provincia.Il dieci per cento sono stupri, violenze sessuali che nella grande maggioranza dei casi le vittime continuano a subire in silenzio.«Si fa fatica a convincerle a denunciare - spiega la responsabile Pina Mossuto - Hanno paura delle ritorsioni ma anche di una trafila giudiziaria che fa rivivere l’incubo per anni». Come nel caso di una ragazza dell’Est, arrivata in Italia a due anni per essere adottata da una famiglia salernitana.A sette sono iniziate le violenze sessuali del patrigno, confessate alla madre senza che lei le credesse, finché una maestra non ha colto il disagio e ha fatto emergere il dramma. Ora ha ventun’anni, sta tentando di costruirsi una vita alternando allo studio le sedute dallo psicologo, mentre il processo è ancora in corso. «Pure le percosse sono denunciate troppo poco, la responsabilità è anche delle forze dell’ordine.In tante ci raccontano che, davanti alle botte, polizia e carabinieri cercano spesso di soprassedere, dicono "vabbè, è suo marito", e la vittima finisce per ritrarsi».Eppure la famiglia continua ad essere, anche a Salerno, il primo luogo di violenza, seguito dal posto di lavoro. «Con il numero verde il Comune potrà rendersi conto della realtà - conclude Pina Mossuto - Spero ci aiuti».
(31 gennaio 2009) di Clemy De Maio "La Città di Salerno"
Un numero verde per chiedere aiuto. E poi l’offerta di assistenza legale, supporto psicologico, sostegno civile. E’ il pacchetto di misure varato dal Comune contro la violenza sulle donne, che prevede l’attivazione da lunedì di un numero di telefono gratuito nella sede della società mista Salerno Solidale e la disponibilità di una vigilessa, ventiquattro ore su ventiquattro, al centralino della polizia municipale. Le donne potranno rivolgersi ai due recapiti per denunciare, o anche solo segnalare, ogni genere di maltrattamenti, violenze e minacce. Il numero di Salerno Solidale (800.566.678) sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.Risponderà sempre una operatrice, e una donna sarà anche al centralino della polizia municipale, ai numeri 089.663111 e 089.753822.L’iniziativa sarà pubblicizzata con l’affissione di manifesti in tutta la città . «Ogni donna, per qualunque problema, in qualunque momento, non esiti a chiedere aiuto» esorta il sindaco Vincenzo De Luca. E aggiunge: «Si ripetono nel nostro Paese episodi di violenza contro le donne. Occorre un impegno straordinario per sconfiggere questa nuova barbarie e garantire rispetto e serenità per le nostre ragazze».Una vicinanza che si concretizzerà anche in forme di collaborazione con associazioni e volontariato.In città è già attiva la linea rosa di Spazio Donna.Al numero 089.254242, in funzione dalle 17 alle 20.30, arrivano ogni mese dalle cento alle centoventi segnalazioni da tutta la provincia.Il dieci per cento sono stupri, violenze sessuali che nella grande maggioranza dei casi le vittime continuano a subire in silenzio.«Si fa fatica a convincerle a denunciare - spiega la responsabile Pina Mossuto - Hanno paura delle ritorsioni ma anche di una trafila giudiziaria che fa rivivere l’incubo per anni». Come nel caso di una ragazza dell’Est, arrivata in Italia a due anni per essere adottata da una famiglia salernitana.A sette sono iniziate le violenze sessuali del patrigno, confessate alla madre senza che lei le credesse, finché una maestra non ha colto il disagio e ha fatto emergere il dramma. Ora ha ventun’anni, sta tentando di costruirsi una vita alternando allo studio le sedute dallo psicologo, mentre il processo è ancora in corso. «Pure le percosse sono denunciate troppo poco, la responsabilità è anche delle forze dell’ordine.In tante ci raccontano che, davanti alle botte, polizia e carabinieri cercano spesso di soprassedere, dicono "vabbè, è suo marito", e la vittima finisce per ritrarsi».Eppure la famiglia continua ad essere, anche a Salerno, il primo luogo di violenza, seguito dal posto di lavoro. «Con il numero verde il Comune potrà rendersi conto della realtà - conclude Pina Mossuto - Spero ci aiuti».
(31 gennaio 2009) di Clemy De Maio "La Città di Salerno"
lunedì 2 febbraio 2009
Qualcuno crede ancora che la violenza sulle donne sia una questione di sicurezza?
In questi giorni una odiosa campagna pubblicitaria troneggia sui muri di alcune città. Il manifesto mostra due poliziotti che con violenza ed evidente sadismo perquisiscono due donne in abiti succinti che sembra confermare i peggiori stereotipi sessisiti.
La campagna pubblicitaria che in questi giorni, anche sui muri della città di Napoli, reclamizza la collezione primavera/estate del gruppo Relish srl, veicola in modo esplicito un messaggio contrastante il lavoro svolto da associazioni, centri antiviolenza e organismi istituzionali di parità per la lotta alla dilagante violenza sulle donne, oltre a contravvenire ad importanti norme stabilite dal codice dell’Istituto per l’Autodisciplina in Pubblicità agli articoli 9, 10 e 12. Elemento di ulteriore gravità è costituito dalla certa conoscenza, da parte dei responsabili, della dimensione e delle conseguenze sulle donne dei crimini cui alludono, e che esaltano, nel manifesto testimonial della collezione di moda.
Il manifesto esprime compiacenza al più odioso dei crimini, che causa invalidità e danni permanenti oltre, non di rado, a preludere la morte.
Oltre al movimento antiviolenza, anche le istituzioni invitano le vittime a rivolgersi con fiducia alle forze dell’ordine per essere accompagnate nel percorso di riscatto dalle violenze: il pubblicitario ha scelto di identificare i violenti proprio in due poliziotti, inducendo il messaggio occulto di una sfiducia nei tutori dell’ordine, e ponendosi in controtendenza all’interesse concreto delle vittime.
La suggestione legata ai personaggi del manifesto è inoltre in linea con la presentazione di uno stereotipo di donne vittime perché provocatrici in abiti succinti, e con l’idea che l’appartenenza alle forze dell’ordine possa legittimare anche l’esercizio dell’abuso.
In questi anni le donne hanno compiuto un lavoro intenso per contrastare culturalmente e coi fatti questi stereotipi e i danni causati da questi alla qualità della convivenza: sono quindi danneggiate non solo come vittime, ma anche come soggetti di cittadinanza.
Da www.womenews.net 31/01/2009
La campagna pubblicitaria che in questi giorni, anche sui muri della città di Napoli, reclamizza la collezione primavera/estate del gruppo Relish srl, veicola in modo esplicito un messaggio contrastante il lavoro svolto da associazioni, centri antiviolenza e organismi istituzionali di parità per la lotta alla dilagante violenza sulle donne, oltre a contravvenire ad importanti norme stabilite dal codice dell’Istituto per l’Autodisciplina in Pubblicità agli articoli 9, 10 e 12. Elemento di ulteriore gravità è costituito dalla certa conoscenza, da parte dei responsabili, della dimensione e delle conseguenze sulle donne dei crimini cui alludono, e che esaltano, nel manifesto testimonial della collezione di moda.
Il manifesto esprime compiacenza al più odioso dei crimini, che causa invalidità e danni permanenti oltre, non di rado, a preludere la morte.
Oltre al movimento antiviolenza, anche le istituzioni invitano le vittime a rivolgersi con fiducia alle forze dell’ordine per essere accompagnate nel percorso di riscatto dalle violenze: il pubblicitario ha scelto di identificare i violenti proprio in due poliziotti, inducendo il messaggio occulto di una sfiducia nei tutori dell’ordine, e ponendosi in controtendenza all’interesse concreto delle vittime.
La suggestione legata ai personaggi del manifesto è inoltre in linea con la presentazione di uno stereotipo di donne vittime perché provocatrici in abiti succinti, e con l’idea che l’appartenenza alle forze dell’ordine possa legittimare anche l’esercizio dell’abuso.
In questi anni le donne hanno compiuto un lavoro intenso per contrastare culturalmente e coi fatti questi stereotipi e i danni causati da questi alla qualità della convivenza: sono quindi danneggiate non solo come vittime, ma anche come soggetti di cittadinanza.
Da www.womenews.net 31/01/2009
domenica 1 febbraio 2009
Vivere a Guidonia
Abbiamo chiesto ad una giovane mamma che abita a Guidonia di raccontare la situazione che vive in questi momenti di tensione, ecco il suo racconto :
"da parecchi giorni la sera è tutto molto silenzioso quasi in modo innaturale; da queste parti la presenza degli immigrati è molto forte come potrai immaginare, ce ne sono praticamente ovunque, e quelli che si vedono in giro sono sfaccendati. Gli altri, quelli che hanno deciso di integrarsi con convinzione li ritrovi a LAVORARE, fanno di tutto, sono disponibili e molto laboriosi.Quindi solitamente non li vedi a zonzo perchè fanno una vita come la nostra, piena di sacrifici e molto più dura.Ora da qualche giorno sono spariti dalla circolazione anche quelli che non fanno niente: le ritorsioni fanno paura. Sul fronte della sicurezza, o meglio, dell'insicurezza che si avverte, qui è molto forte e si sente anche a Roma nei quartieri vicino alla periferia (per esempio Prati Fiscali/Conca d'Oro), l'altro giorno una mamma di un bambino che va a scuola con mio figlio mi ha detto che se esce la sera all'imbrunire non va mai in giro sola e non è l'unica a pensarla così.Negli ultimi tempi qui è cambiato molto il clima è quest'ultimo episodio ha inasprito molto la situazione, creato e fatto emergere disagi preesistenti. A Guidonia centro, molto vicino a dove è avvenuto lo stupro, è stata rafforzata la presenza dei carabinieri, non so nelle zone più estese di questo comune che è molto grande."
"da parecchi giorni la sera è tutto molto silenzioso quasi in modo innaturale; da queste parti la presenza degli immigrati è molto forte come potrai immaginare, ce ne sono praticamente ovunque, e quelli che si vedono in giro sono sfaccendati. Gli altri, quelli che hanno deciso di integrarsi con convinzione li ritrovi a LAVORARE, fanno di tutto, sono disponibili e molto laboriosi.Quindi solitamente non li vedi a zonzo perchè fanno una vita come la nostra, piena di sacrifici e molto più dura.Ora da qualche giorno sono spariti dalla circolazione anche quelli che non fanno niente: le ritorsioni fanno paura. Sul fronte della sicurezza, o meglio, dell'insicurezza che si avverte, qui è molto forte e si sente anche a Roma nei quartieri vicino alla periferia (per esempio Prati Fiscali/Conca d'Oro), l'altro giorno una mamma di un bambino che va a scuola con mio figlio mi ha detto che se esce la sera all'imbrunire non va mai in giro sola e non è l'unica a pensarla così.Negli ultimi tempi qui è cambiato molto il clima è quest'ultimo episodio ha inasprito molto la situazione, creato e fatto emergere disagi preesistenti. A Guidonia centro, molto vicino a dove è avvenuto lo stupro, è stata rafforzata la presenza dei carabinieri, non so nelle zone più estese di questo comune che è molto grande."
sabato 31 gennaio 2009
Oggetto: direttivo “Azzurro Donna Alto e Basso Cilento”
Oggi, 31.01.2009, presso la sede “Azzurro Donna Capaccio” si è tenuto l’incontro del direttivo “Azzurro Donna Alto e Basso Cilento”.
Dopo un interessante dibattito-confronto, riguardante le difficoltà per le donne di conciliare il lavoro, con i lavori di cura e un eventuale impegno politico, grande incidenza ha avuto, in particolare, la testimonianza della Dirigente “Azzurro Donna Capaccio”, la Sig.ra Giuseppina Andreioli.
Infatti, dopo aver manifestato grande stima e fiducia nelle azioni del Ministro Carfagna, a partire dal fatto che è stato approvato dalla Camera il ddl sullo stalking, ha fortemente incoraggiato le altre donne presenti, provenienti anche da altri comuni, che si stanno affacciando alla politica, a non scoraggiarsi alle prime difficoltà, ma a perseguire i propri progetti con dedizione e perseveranza.
Sono stati sottoscritti i moduli di pre-iscrizione al PdL, così come indicato dalla Resp. Reg. Clorinda Boccia Burattino, che saranno consegnati alla riunione regionale del prossimo 3 febbraio.
E’ stata manifestata la seria intenzione di stimolare la partecipazione delle donne sul territorio alla politica, sostenendo iniziative comuni, che saranno rese “itineranti” in tutto il Cilento.
Solo sostenendo le donne in politica potremo avere azioni più vicine alle nostre necessità ( il Governo attuale sta dimostrando proprio ciò!)!!
Si inizierà con un incontro, presso la sede “Azzurro Donna Capaccio”, fissato per il 28 febbraio 2009, ore 9:30, avente ad oggetto la lettura di un saggio del libro del Ministro Carfagna, a cui seguirà un dibattito-confronto tra le presenti.
L’incontro odierno è stato molto ricco di contenuti dai risvolti pratici:
in poche ore trascorse insieme, un gruppo di donne si è “impegnato” a realizzare un programma d’intenti comuni, importante per il territorio, dimostrando che con la grinta, la decisione e la tenacia, desidera fortemente avere risonanza politica.
Donne che si mettono in discussione, che desiderano migliorarsi, approfondire il proprio studio, non con le parole ma con le azioni, con l’obiettivo di “cambiare e migliorare il mondo in cui vivranno i loro figli”.
Anna Katia Di Sessa
Resp. “Azzurro Donna alto e Basso Cilento”
Dopo un interessante dibattito-confronto, riguardante le difficoltà per le donne di conciliare il lavoro, con i lavori di cura e un eventuale impegno politico, grande incidenza ha avuto, in particolare, la testimonianza della Dirigente “Azzurro Donna Capaccio”, la Sig.ra Giuseppina Andreioli.
Infatti, dopo aver manifestato grande stima e fiducia nelle azioni del Ministro Carfagna, a partire dal fatto che è stato approvato dalla Camera il ddl sullo stalking, ha fortemente incoraggiato le altre donne presenti, provenienti anche da altri comuni, che si stanno affacciando alla politica, a non scoraggiarsi alle prime difficoltà, ma a perseguire i propri progetti con dedizione e perseveranza.
Sono stati sottoscritti i moduli di pre-iscrizione al PdL, così come indicato dalla Resp. Reg. Clorinda Boccia Burattino, che saranno consegnati alla riunione regionale del prossimo 3 febbraio.
E’ stata manifestata la seria intenzione di stimolare la partecipazione delle donne sul territorio alla politica, sostenendo iniziative comuni, che saranno rese “itineranti” in tutto il Cilento.
Solo sostenendo le donne in politica potremo avere azioni più vicine alle nostre necessità ( il Governo attuale sta dimostrando proprio ciò!)!!
Si inizierà con un incontro, presso la sede “Azzurro Donna Capaccio”, fissato per il 28 febbraio 2009, ore 9:30, avente ad oggetto la lettura di un saggio del libro del Ministro Carfagna, a cui seguirà un dibattito-confronto tra le presenti.
L’incontro odierno è stato molto ricco di contenuti dai risvolti pratici:
in poche ore trascorse insieme, un gruppo di donne si è “impegnato” a realizzare un programma d’intenti comuni, importante per il territorio, dimostrando che con la grinta, la decisione e la tenacia, desidera fortemente avere risonanza politica.
Donne che si mettono in discussione, che desiderano migliorarsi, approfondire il proprio studio, non con le parole ma con le azioni, con l’obiettivo di “cambiare e migliorare il mondo in cui vivranno i loro figli”.
Anna Katia Di Sessa
Resp. “Azzurro Donna alto e Basso Cilento”
Contatto nr.3/2009
Si chiude una settimana ricca di eventi importanti e di importanti azioni di buongoverno.
1. Sono stati definite le modalità che porteranno al congresso fondativo del PDL, che avrà luogo dal 27 al 29 marzo. Come affermato da Denis Verdini e Ignazio La Russa, c'è pieno accordo sullo Statuto e sul fatto che il Pdl avrà tre coordinatori e una direzione nazionale. Non appena disponibili pubblicheremo tutti i dettagli sulla composizione di questo organo.Forza Italia ha già sancito la confluenza nel Pdl con il consiglio nazionale dello scorso 21 novembre, altri piccoli partiti (come la Dc di Rotondi) lo hanno gia’ fatto, altri lo faranno in febbraio. Alleanza nazionale fara’ i congressi nel mese di febbraio e poi quello nazionale in marzo per decretare la confluenza nel Pdl.
2. Ieri la Camera ha approvato la legge contro le molestie e gli atti persecutori, il cosiddetto "stalking". Il testo introduce nel codice penale il reato di molestie insistenti, punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Questa legge, presentata dal Ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, passa ora all'esame del Senato.
3. La settimana prossima la Camera voterà le modifiche alla legge per le elezioni europee del 6 e 7 giugno. Come è noto sarò introdotto lo sbarramento al 4%, per continuare il cammino di semplificazione della politica iniziato con le elezioni politiche 2008 e portare in Europa gruppi numerosi e coesi, in grado di meglio tutelare gli interessi italiani.
4. E' partita l'operazione "Linea amica". Voluta dal ministro Brunetta, l'iniziativa vuole avvicinare ancora di più cittadini e pubblica amministrazione, per offrire servizi sempre più efficienti e accessibili con facilità, via telefono o via internet. Per informazioni vai sul portale www.lineaamica.it oppure chiama 803 001 (solo da telefono fisso).
Per approfondire queste e le altre notizie della settimana, usa www.ilpopolodellaliberta.it e www.governoberlusconi.it.
Grazie per l'attenzione. Buona fine settimana,
on. Antonio Palmieri
responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL
1. Sono stati definite le modalità che porteranno al congresso fondativo del PDL, che avrà luogo dal 27 al 29 marzo. Come affermato da Denis Verdini e Ignazio La Russa, c'è pieno accordo sullo Statuto e sul fatto che il Pdl avrà tre coordinatori e una direzione nazionale. Non appena disponibili pubblicheremo tutti i dettagli sulla composizione di questo organo.Forza Italia ha già sancito la confluenza nel Pdl con il consiglio nazionale dello scorso 21 novembre, altri piccoli partiti (come la Dc di Rotondi) lo hanno gia’ fatto, altri lo faranno in febbraio. Alleanza nazionale fara’ i congressi nel mese di febbraio e poi quello nazionale in marzo per decretare la confluenza nel Pdl.
2. Ieri la Camera ha approvato la legge contro le molestie e gli atti persecutori, il cosiddetto "stalking". Il testo introduce nel codice penale il reato di molestie insistenti, punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Questa legge, presentata dal Ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, passa ora all'esame del Senato.
3. La settimana prossima la Camera voterà le modifiche alla legge per le elezioni europee del 6 e 7 giugno. Come è noto sarò introdotto lo sbarramento al 4%, per continuare il cammino di semplificazione della politica iniziato con le elezioni politiche 2008 e portare in Europa gruppi numerosi e coesi, in grado di meglio tutelare gli interessi italiani.
4. E' partita l'operazione "Linea amica". Voluta dal ministro Brunetta, l'iniziativa vuole avvicinare ancora di più cittadini e pubblica amministrazione, per offrire servizi sempre più efficienti e accessibili con facilità, via telefono o via internet. Per informazioni vai sul portale www.lineaamica.it oppure chiama 803 001 (solo da telefono fisso).
Per approfondire queste e le altre notizie della settimana, usa www.ilpopolodellaliberta.it e www.governoberlusconi.it.
Grazie per l'attenzione. Buona fine settimana,
on. Antonio Palmieri
responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL
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venerdì 30 gennaio 2009
Ecco il testo contro gli atti persecutori
ROMA
Ecco le principali novità del provvedimento sulle molestie insistenti, il cosiddetto ’stalking’, approvato a Montecitorio e che ora passa all’esame del Senato.
ATTI PERSECUTORI
Viene introdotto nel codice penale il reato di molestie insistenti. All’articolo 612 sulle minacce contro la persona è aggiunto il 612-bis che prevede misure contro gli «atti persecutori»: «È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni - recita il nuovo articolo - chiunque molesta o minaccia taluno con atti reiterati e idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero a ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita».
AGGRAVANTI
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge anche se separato o divorziato o da persona che sia o sia stata legata da relazione affettiva con la persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di un soggetto diversamente abile, di una donna in stato di gravidanza ovvero con armi, o da persona travisata, o con scritto anonimo.
QUERELA ENTRO SEI MESI
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di persona diversamente abile nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.
ERGASTOLO
Se il molestatore si spinge fino all’omicidio della vittima di stalking è punito con l’ergastolo.
AMMONIMENTO
Fino a quando non è proposta querela per il reato di stalking la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti del molestatore. La richiesta è trasmessa senza ritardo al questore che, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, se ritiene fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Se il soggetto ammonito continua a molestare la sua vittima, si procede d’ufficio contro di lui e la pena è aggravata di almeno un terzo.
INTERCETTAZIONI
Per raccogliere prove del reato di stalking è consentito disporre intercettazioni telefoniche.
DIVIETO DI AVVICINAMENTO
Con il provvedimento che dispone il divieto di avvicinamento il giudice prescrive all’imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa o di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa. Se sussistono ulteriori esigenze di tutela, il giudice può prescrivere all’imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati da prossimi congiunti della persona offesa o da persone con questa conviventi o comunque legate da relazione affettiva o di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o da tali persone. Il giudice può anche vietare all’imputato di comunicare attraverso qualsiasi mezzo con la vittima.
MISURE A SOSTEGNO DELLA VITTIMA
Le forze dell’ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia di reato di atti persecutori hanno l’obbligo di fornire alla vittima stessa, tutte le informazioni relative ai Centri Antiviolenza presenti sul territorio, ed in particolare nella zona di residenza, e di provvedere inoltre ad accompagnare la vittima presso tali strutture, qualora ne faccia espressamente richiesta.
NUMERO VERDE
Istituito, presso il Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, un numero verde nazionale a favore delle vittime attivo 24 ore su 24.
A questo progetto è autorizzata una spesa annua di un milione di euro a ricorrere dal 2009.
Da "La Stampa" 29/01/2009
Ecco le principali novità del provvedimento sulle molestie insistenti, il cosiddetto ’stalking’, approvato a Montecitorio e che ora passa all’esame del Senato.
ATTI PERSECUTORI
Viene introdotto nel codice penale il reato di molestie insistenti. All’articolo 612 sulle minacce contro la persona è aggiunto il 612-bis che prevede misure contro gli «atti persecutori»: «È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni - recita il nuovo articolo - chiunque molesta o minaccia taluno con atti reiterati e idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero a ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita».
AGGRAVANTI
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge anche se separato o divorziato o da persona che sia o sia stata legata da relazione affettiva con la persona offesa. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di un soggetto diversamente abile, di una donna in stato di gravidanza ovvero con armi, o da persona travisata, o con scritto anonimo.
QUERELA ENTRO SEI MESI
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di persona diversamente abile nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.
ERGASTOLO
Se il molestatore si spinge fino all’omicidio della vittima di stalking è punito con l’ergastolo.
AMMONIMENTO
Fino a quando non è proposta querela per il reato di stalking la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al questore di ammonimento nei confronti del molestatore. La richiesta è trasmessa senza ritardo al questore che, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, se ritiene fondata l’istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Se il soggetto ammonito continua a molestare la sua vittima, si procede d’ufficio contro di lui e la pena è aggravata di almeno un terzo.
INTERCETTAZIONI
Per raccogliere prove del reato di stalking è consentito disporre intercettazioni telefoniche.
DIVIETO DI AVVICINAMENTO
Con il provvedimento che dispone il divieto di avvicinamento il giudice prescrive all’imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa o di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa. Se sussistono ulteriori esigenze di tutela, il giudice può prescrivere all’imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati da prossimi congiunti della persona offesa o da persone con questa conviventi o comunque legate da relazione affettiva o di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o da tali persone. Il giudice può anche vietare all’imputato di comunicare attraverso qualsiasi mezzo con la vittima.
MISURE A SOSTEGNO DELLA VITTIMA
Le forze dell’ordine, i presidi sanitari e le istituzioni pubbliche che ricevono dalla vittima notizia di reato di atti persecutori hanno l’obbligo di fornire alla vittima stessa, tutte le informazioni relative ai Centri Antiviolenza presenti sul territorio, ed in particolare nella zona di residenza, e di provvedere inoltre ad accompagnare la vittima presso tali strutture, qualora ne faccia espressamente richiesta.
NUMERO VERDE
Istituito, presso il Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, un numero verde nazionale a favore delle vittime attivo 24 ore su 24.
A questo progetto è autorizzata una spesa annua di un milione di euro a ricorrere dal 2009.
Da "La Stampa" 29/01/2009
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La Repubblica - L'Intervista: "Nessuna pietà per chi violenta"
"I reati contro donne e minori vanno puniti senza fare sconti"
Leggi l'intervista - La Repubblica 25 gennaio 2009
Leggi l'intervista - La Repubblica 25 gennaio 2009
lunedì 26 gennaio 2009
Evento culturale a Paestum
Domenica 25 gennaio 2009, presso l’Hotel Savoy, si è tenuta la presentazione del nuovo libro della professoressa Creola Izzo, dal titolo “La mia destra. Percorso storico politico di un’idea straordinaria”.
Dinanzi alla numerosa platea, sentimenti di stima e di profondo apprezzamento per il lavoro sono stati profusi all’autrice dai commentatori Gabriella Natale, Antonella Caiazzo, Enzo Di Sirio e Gerardo Stabile.
Dopo la laurea in lettere e filosofia e una carriera professionale dedita all’insegnamento delle materie letterarie, Creola Izzo ha da sempre nutrito forte interesse per la cinematografia, la storia della Shoà, la letteratura e la politica.
Ha concretizzato un’attenta e chiara analisi descrittiva, prima nel suo libro “La donna dagli occhi alla bizantina”, di un tratto di vita familiare, in onore del fratello Cassio, scomparso tragicamente in giovane età, grande esempio per lei, poi ne “La mia destra”, di un importante tratto della storia italiana e della Destra, a partire dalla sua nascita al ventennio fascista, al MSI fino ai giorni nostri con Alleanza Nazionale, richiamando l’attenzione soprattutto sui principi che hanno ispirato le gesta di uomini di destra del passato e che possono ancora ispirare le nuove generazioni.
Dopo aver esposto la testimonianza della sua battaglia, iniziata ai tempi dell’Università e proseguita durante la vita professionale, ma anche la soddisfazione per non essersi fatta persuadere al cambiamento del proprio credo politico, con toni passionali e carismatici, la prof.ssa Izzo ha rivolto un accorato invito ai giovani affinché siano sempre “studiosi attenti e determinati, coraggiosi ad affrontare le difficoltà della vita, nel rispetto dei principi e dei valori tradizionali”.
Parte del ricavato dalla vendita del libro sarà affidato al Presidente del Circolo di Alleanza Nazionale “G.Almirante” Sez. Capaccio, Dott. Francesco Sica, affinché lo destini al sostegno di cause umanitarie nel comune di Capaccio.
ANNA KATIA DI SESSA
Dinanzi alla numerosa platea, sentimenti di stima e di profondo apprezzamento per il lavoro sono stati profusi all’autrice dai commentatori Gabriella Natale, Antonella Caiazzo, Enzo Di Sirio e Gerardo Stabile.
Dopo la laurea in lettere e filosofia e una carriera professionale dedita all’insegnamento delle materie letterarie, Creola Izzo ha da sempre nutrito forte interesse per la cinematografia, la storia della Shoà, la letteratura e la politica.
Ha concretizzato un’attenta e chiara analisi descrittiva, prima nel suo libro “La donna dagli occhi alla bizantina”, di un tratto di vita familiare, in onore del fratello Cassio, scomparso tragicamente in giovane età, grande esempio per lei, poi ne “La mia destra”, di un importante tratto della storia italiana e della Destra, a partire dalla sua nascita al ventennio fascista, al MSI fino ai giorni nostri con Alleanza Nazionale, richiamando l’attenzione soprattutto sui principi che hanno ispirato le gesta di uomini di destra del passato e che possono ancora ispirare le nuove generazioni.
Dopo aver esposto la testimonianza della sua battaglia, iniziata ai tempi dell’Università e proseguita durante la vita professionale, ma anche la soddisfazione per non essersi fatta persuadere al cambiamento del proprio credo politico, con toni passionali e carismatici, la prof.ssa Izzo ha rivolto un accorato invito ai giovani affinché siano sempre “studiosi attenti e determinati, coraggiosi ad affrontare le difficoltà della vita, nel rispetto dei principi e dei valori tradizionali”.
Parte del ricavato dalla vendita del libro sarà affidato al Presidente del Circolo di Alleanza Nazionale “G.Almirante” Sez. Capaccio, Dott. Francesco Sica, affinché lo destini al sostegno di cause umanitarie nel comune di Capaccio.
ANNA KATIA DI SESSA
sabato 24 gennaio 2009
Avanti con il buongoverno. Federalismo fiscale e piano e-government
E’ visibile a tutti l’attenzione, il realismo, la prudenza e la positività con cui il governo sta valutando gli sviluppi della crisi, per predisporre altri interventi adeguati, dopo quelli contenuti nel decreto anticrisi di fine novembre.
Contestualmente, governo e maggioranza parlamentare procedono nel mettere a punto riforme strutturali utili per recuperare i ritardi storici del nostro Paese. Ieri il Senato ha approvato la legge sul federalismo fiscale, mercoledì il presidente Berlusconi e il ministro Brunetta hanno presentato il piano di e-government. Due provvedimenti importanti, utili per dare efficienza alle istituzioni e renderle più efficienti, meno costose, al passo coi tempi, più vicine ai cittadini e ai loro bisogni. Nei nostri due siti http://www.ilpopolodellaliberta.it e www.governoberlusconi.it trovi come di consueto notizie, dichiarazioni e approfondimenti su entrambi questi temi.
Lo stesso nella pagina di governoberlusconi.it su Facebook. A proposito di Facebook: ecco la classifica (con i dati di questa mattina) dei primi sette politici per numero di sostenitori nella pagina a loro dedicata: Berlusconi 69.653 sostenitori; Bossi 34.965; Brunetta 33.037; Gelmini 28.698; Veltroni 20.960; Fini 14.730; Soru 14.501.Approfondiremo il tema nelle prossime settimane.
Grazie per l’attenzione.
On. Antonio Palmieri - Responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL
Contestualmente, governo e maggioranza parlamentare procedono nel mettere a punto riforme strutturali utili per recuperare i ritardi storici del nostro Paese. Ieri il Senato ha approvato la legge sul federalismo fiscale, mercoledì il presidente Berlusconi e il ministro Brunetta hanno presentato il piano di e-government. Due provvedimenti importanti, utili per dare efficienza alle istituzioni e renderle più efficienti, meno costose, al passo coi tempi, più vicine ai cittadini e ai loro bisogni. Nei nostri due siti http://www.ilpopolodellaliberta.it e www.governoberlusconi.it trovi come di consueto notizie, dichiarazioni e approfondimenti su entrambi questi temi.
Lo stesso nella pagina di governoberlusconi.it su Facebook. A proposito di Facebook: ecco la classifica (con i dati di questa mattina) dei primi sette politici per numero di sostenitori nella pagina a loro dedicata: Berlusconi 69.653 sostenitori; Bossi 34.965; Brunetta 33.037; Gelmini 28.698; Veltroni 20.960; Fini 14.730; Soru 14.501.Approfondiremo il tema nelle prossime settimane.
Grazie per l’attenzione.
On. Antonio Palmieri - Responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia/PDL
venerdì 23 gennaio 2009
Intervenire sulla mentalità che conduce ancora uomini a offendere, uccidere, stuprare donne
Alice è entrata nel Paese degli orrori
Ancora uno stupro, questa volta in via Andersen. La prima cosa che viene in mente è che, purtroppo, non è una favola come quelle dello scrittore a cui la strada è intitolata. Alice è entrata nel paese degli orrori.
Intervenire sulla mentalità che conduce ancora uomini a offendere, uccidere, stuprare donne è un compito di cui tutti insieme dobbiamo farci carico. Non per punire il colpevole, non per confortare la vittima, ma per mettere le basi perché non accada Alice, la chiameremo così, è stata soccorsa – dopo – visitata e medicata – dopo - e poi interrogata Questa donna offesa, nel corpo e nella mente, questa donna come le altre, il cui dolore ogni donna sente nella propria carne quando viene alla luce questo tipo di delitto, ha detto che i suoi aggressori erano uno straniero e un italiano. In un telegiornale gli stupratori venivano indicati come entrambi stranieri. Come se avesse importanza. Questo cercare di prendere le distanze attraverso l’utilizzo della diversa nazionalità, non già tra vittima e carnefice, sia chiaro, è un patetico e bugiardo insinuare che gli italiani no, loro queste cose non le fanno, o non così tanto. Se poi vogliamo conferma di questo, l’italiano che ha stuprato la ragazza rumena che faceva le pulizie nel call-center pretende giustificazioni per "un momento di debolezza".
Sono uomini che stuprano, umiliano, aggrediscono, non è questione di nazionalità, e lo fanno verso donne. Non chiedono di che nazionalità sei, ma se sei donna e se il momento e l’occasione sembrano favorevoli per una possibile impunità.
Tanto basta.
Udi nazionale
Da www.womenews.net 23/01/2009
Ancora uno stupro, questa volta in via Andersen. La prima cosa che viene in mente è che, purtroppo, non è una favola come quelle dello scrittore a cui la strada è intitolata. Alice è entrata nel paese degli orrori.
Intervenire sulla mentalità che conduce ancora uomini a offendere, uccidere, stuprare donne è un compito di cui tutti insieme dobbiamo farci carico. Non per punire il colpevole, non per confortare la vittima, ma per mettere le basi perché non accada Alice, la chiameremo così, è stata soccorsa – dopo – visitata e medicata – dopo - e poi interrogata Questa donna offesa, nel corpo e nella mente, questa donna come le altre, il cui dolore ogni donna sente nella propria carne quando viene alla luce questo tipo di delitto, ha detto che i suoi aggressori erano uno straniero e un italiano. In un telegiornale gli stupratori venivano indicati come entrambi stranieri. Come se avesse importanza. Questo cercare di prendere le distanze attraverso l’utilizzo della diversa nazionalità, non già tra vittima e carnefice, sia chiaro, è un patetico e bugiardo insinuare che gli italiani no, loro queste cose non le fanno, o non così tanto. Se poi vogliamo conferma di questo, l’italiano che ha stuprato la ragazza rumena che faceva le pulizie nel call-center pretende giustificazioni per "un momento di debolezza".
Sono uomini che stuprano, umiliano, aggrediscono, non è questione di nazionalità, e lo fanno verso donne. Non chiedono di che nazionalità sei, ma se sei donna e se il momento e l’occasione sembrano favorevoli per una possibile impunità.
Tanto basta.
Udi nazionale
Da www.womenews.net 23/01/2009
lunedì 19 gennaio 2009
mercoledì 14 gennaio 2009
martedì 23 dicembre 2008
Tutti sul presepe Regalo della Carfagna ai colleghi ministri

NAPOLI (22 dicembre) - Il governo in formato presepe è l'idea regalo del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che, per Natale, ha donato a ogni suo collega una statuina di terracotta con le loro sembianze. Il lavoro è stato commissionato dal ministro all'artigiano di San Gregorio Armeno a Napoli che, con la stessa tecnica utilizzata per i pastori del presepe, ha plasmato in terracotta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ed i ventidue ministri. Di Virgilio, autore di riproduzioni di personaggi protagonisti della politica, dello sport e della cronaca, ha riprodotto i ministri in classici vestiti scuri con giacca e pantalone, anche per le donne. Poche le divagazioni sul tema: un abito grigio chiaro per il sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, e le cravatte verdi per i leghisti Umberto Bossi e Roberto Calderoli. I regali, dopo la classica foto-famiglia di rito fatta nella bottega del centro storico di Napoli, sono già stati consegnati ai ministri.
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venerdì 19 dicembre 2008
2009: AVANTI INSIEME!
giovedì 11 dicembre 2008
Suicida dopo lo stupro: niente carcere per gli aggressori
Il gup decide di «mettere in prova» i 2 minori che violentarono la ragazzina. Se faranno i bravi non saranno nemmeno processati
Taranto Loro hanno confessato: ad appena sedici anni, un anno e mezzo fa, avevano violentato una ragazzina di 13 che qualche mese dopo, ancora scioccata, si suicidò lanciandosi dal balcone di casa. Ma nonostante questo non subiranno il processo e non rischiano alcuna condanna. Il gup del Tribunale per i m inorenni di Taranto Laura Picaro, infatti, contro il parere del pm, Enrico Bruschi, e dell’avvocato difensore della famiglia della ragazza, ha incredibilmente deciso di rinviare a giudizio i colpevoli ma di « metterli in prova » . I due ragazzi saranno quindi sottoposti per 15 mesi a u n periodo di osservazione nel corso del quale saranno impegnati in un programma di rieducazione e di assistenza agli anziani. Se in questo periodo rispetteranno gli impegni, il processo a loro carico sarà cancellato. La drammatica vicenda si era consumata nel rione Paolo VI alla periferia di Taranto, uno dei quartieri più a rischio della città. La ragazzina, che a causa di una situazione di disagio familiare e a causa di problemi psichici, era affidata a u n istituto per minorenni, si suicidò nell’aprile del 2007 lanciandosi da un balcone al settimo piano della casa dei suoi dove era tornata per il fine settimana. Nella sua stanza nell’istituto che la ospitava gli investigatori trovarono il diario in cui la giovane raccontava nel dettaglio dello stupro subito dai due minorenni nel novembre del 2006. Nel diario la raccontava anche di un’altra violenza subita qualche giorno prima da altre tre persone, tutte maggiorenni, per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio e si attende a breve la decisione del gup. Agli investigatori apparve evidente la connessione tra il suicidio e lo stato di prostrazione in cui si trovava la tredicenne a causa delle violenze subite. La richiesta di messa alla prova da parte dei due ragazzi era stata avanzata dai difensori nell’udienza dello scorso ottobre. Ieri il gup ha deciso di accoglierla, contro il parere del pm secondo cui, invece, esistevano le condizioni sufficienti per il rinvio a giudizio. Ai genitori della vittima, trasferitisi a Napoli dopo l’accaduto e giunti a Taranto apposta per l’udienza, non è rimasto altro che esprimere il loro profondo rammarico tramite l’avvocato che li assiste. Duro, invece, commento della Presidente di Telefono Rosa, Gabriella Moscatelli. « Siamo vicine alla famiglia Masiello e saremo al loro fianco per sostenerli in quella che ci sembra ancora una volta l’applicazione di leggi inadeguate all’efferatezza del reato » . « Per noi tutto questo è inaccettabile - prosegue la Moscatelli - e chiediamo al ministro Alfano, ma anche al presidente Berlusconi e a l ministro Carfagna di costruire leggi che impediscano simili assurdità. Come possiamo combattere il bullismo se 15 mesi di assistente sociale cancellano il processo di stupro ai danni di una ragazzina di 13 anni, che per il dolore si è uccisa? » .
Il Giornale 11 dicembre 2008
Taranto Loro hanno confessato: ad appena sedici anni, un anno e mezzo fa, avevano violentato una ragazzina di 13 che qualche mese dopo, ancora scioccata, si suicidò lanciandosi dal balcone di casa. Ma nonostante questo non subiranno il processo e non rischiano alcuna condanna. Il gup del Tribunale per i m inorenni di Taranto Laura Picaro, infatti, contro il parere del pm, Enrico Bruschi, e dell’avvocato difensore della famiglia della ragazza, ha incredibilmente deciso di rinviare a giudizio i colpevoli ma di « metterli in prova » . I due ragazzi saranno quindi sottoposti per 15 mesi a u n periodo di osservazione nel corso del quale saranno impegnati in un programma di rieducazione e di assistenza agli anziani. Se in questo periodo rispetteranno gli impegni, il processo a loro carico sarà cancellato. La drammatica vicenda si era consumata nel rione Paolo VI alla periferia di Taranto, uno dei quartieri più a rischio della città. La ragazzina, che a causa di una situazione di disagio familiare e a causa di problemi psichici, era affidata a u n istituto per minorenni, si suicidò nell’aprile del 2007 lanciandosi da un balcone al settimo piano della casa dei suoi dove era tornata per il fine settimana. Nella sua stanza nell’istituto che la ospitava gli investigatori trovarono il diario in cui la giovane raccontava nel dettaglio dello stupro subito dai due minorenni nel novembre del 2006. Nel diario la raccontava anche di un’altra violenza subita qualche giorno prima da altre tre persone, tutte maggiorenni, per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio e si attende a breve la decisione del gup. Agli investigatori apparve evidente la connessione tra il suicidio e lo stato di prostrazione in cui si trovava la tredicenne a causa delle violenze subite. La richiesta di messa alla prova da parte dei due ragazzi era stata avanzata dai difensori nell’udienza dello scorso ottobre. Ieri il gup ha deciso di accoglierla, contro il parere del pm secondo cui, invece, esistevano le condizioni sufficienti per il rinvio a giudizio. Ai genitori della vittima, trasferitisi a Napoli dopo l’accaduto e giunti a Taranto apposta per l’udienza, non è rimasto altro che esprimere il loro profondo rammarico tramite l’avvocato che li assiste. Duro, invece, commento della Presidente di Telefono Rosa, Gabriella Moscatelli. « Siamo vicine alla famiglia Masiello e saremo al loro fianco per sostenerli in quella che ci sembra ancora una volta l’applicazione di leggi inadeguate all’efferatezza del reato » . « Per noi tutto questo è inaccettabile - prosegue la Moscatelli - e chiediamo al ministro Alfano, ma anche al presidente Berlusconi e a l ministro Carfagna di costruire leggi che impediscano simili assurdità. Come possiamo combattere il bullismo se 15 mesi di assistente sociale cancellano il processo di stupro ai danni di una ragazzina di 13 anni, che per il dolore si è uccisa? » .
Il Giornale 11 dicembre 2008
domenica 7 dicembre 2008
Deputati camerieri per la Birmania. E c'è anche la Carfagna
Grembiulini e cappelli da cuochi, gli onorevoli si sono trasformati per una volta in camerieri e lo hanno fatto per beneficenza, per Save the children, per le donne e i bambini della ex Birmania vittime del ciclone Nargis. Sono arrivati in una ventina il 2 dicembre a Roma, rispondendo all'appello di Honouring the women. Presente anche il
ministro Mara Carfagna, di ritorno dalle favelas del Brasile, attesa fino a molto tardi come cameriera di eccezione a cena finita. Bipartisan il sì all'iniziativa di Save the children: per il Pdl sono arrivate in massa le giovani leve bionde e belle. Nunzia De Girolamo e Annagrazia Calabria, Katia Polidori. Ha declinato l'invito il ministro Raffaele Fitto e con lui anche il sottosegretario Valentina Aprea. Attesa inutilmente pure Livia Turco, ma non ci si poteva lamentare per la rappresentanza del Pd con il ministro ombra Pina Picierno, Giorgio Merlo, Roberto Giachetti, Francesco Narducci, Marco Pugliese, Ettore Rosato IN UN PAESE NORMALE
Stampa e regime: la censura colpisce anche nel Consiglio Comunale di Capaccio-Paestum (SA).
IN UN PAESE NORMALE
In un paese normale la politica è trasparenza e partecipazione.
In un paese normale le istituzione hanno i muri di vetro.
In un paese normale la politica ascolta e parla con i cittadini.
In un paese normale la politica comunica con i propri amministrati.
In un paese normale la politica non teme il cittadino.
In un paese normale , ma Capaccio-Paestum non è un paese normale.
In un paese normale la politica comunica con i propri amministrati.
In un paese normale la politica non teme il cittadino.
In un paese normale , ma Capaccio-Paestum non è un paese normale.
Qui la politica sembra essere "cosa loro".
Per sapere di più clicca sul titolo
giovedì 4 dicembre 2008
Richiesta Interrogazione Parlamentare e Commissione d’Inchiesta per l'Ospedale di Agropoli
Riportiamo in forma integrale l'interrogazione parlamentare e la richiesta di commissione parlamentare fatta dai consiglieri Avv. Mario Pesca e Dott. Emilio Malandrino per evitare la distruzione dell'ospedale di Agropoli.
On. SILVIO BERLUSCONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
On. MAURIZIO SACCONI MINISTRO DEL lAVORO E DELLA SALUTE
On. MARA CARFAGNA MINISTRO PARI OPPORTUNITA’
On.li FASANO - CIRIELLI - ESPOSITO - SOGLIA - VESSA - PARAVIA
p.c. Sig. Sindaco e Sigg. Consiglieri Comunali Agropoli
Oggetto: Richiesta Interrogazione Parlamentare e Commissione d’Inchiesta criteri di valutazione Piano Sanitario Regionale – Ospedale Civile Agropoli – Uscita dalla rete di emergenza.
I sottoscritti Consiglieri Comunali, membri della Commissione Consiliare Sanità, premesso che:
1.In data 28/11/2008 il Consiglio Regionale della Campania ha approvato dopo “lunghe e tortuose” trattative il nuovo piano economico-sanitario Regionale;
2.l’Ospedale di Agropoli esce dalla rete dell’emergenza nonostante serie e motivate eccezioni, da più parti rappresentate al Consiglio ed alla Giunta Regionale, con grave danno per un vasto territorio di utenza e con numeri molto confortanti per il lavoro svolto negli anni 2004/2005/2006/2007;
3.Il Consiglio Comunale di Agropoli, unitamente ai Consigli Comunali dei centri che afferiscono all’ Ospedale stesso, con delibera congiunta hanno puntualmente precisato ogni particolare utile alla proposta di non sopprimere il Pronto Soccorso e mantenere Agropoli all’interno della rete dell’emergenza;
4.Tutto ciò non è stato assolutamente considerato da chi ha istruito e poi avallato tale nuova configurazione del Piano Ospedaliero e in particolare da parte della Giunta e del Consiglio Regionale;
5.Agropoli, Capaccio, Castellabate e tutti gli altri comuni limitrofi restano, in base al predetto piano Regionale, privi del “Pronto Soccorso”, nonostante una popolazione di oltre 100.000 unità e nel periodo estivo e otre che triplicata nel periodo estivo;
Tanto premesso, i sottoscritti
CHIEDONO ed INTERROGANO
Le SS.LL., ognuna per le proprie competenze, di voler valutare l’opportunità di investire la specifica Commissione Parlamentare d’Inchiesta e portare in sede di discussione Parlamentare tale argomentazione per accertare e/o verificare se e quali criteri siano stati adottarti per addivenire a tale decisione fortemente penalizzante per il nostro territorio.
In attesa Vs. riscontro
Con ossequio
Agropoli 29/11/2008
Dott.Emilio Malandrino ( V.Presidente del Consiglio Comunale )
Avv.Mario Pesca ( Capogruppo PDL )
On. SILVIO BERLUSCONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
On. MAURIZIO SACCONI MINISTRO DEL lAVORO E DELLA SALUTE
On. MARA CARFAGNA MINISTRO PARI OPPORTUNITA’
On.li FASANO - CIRIELLI - ESPOSITO - SOGLIA - VESSA - PARAVIA
p.c. Sig. Sindaco e Sigg. Consiglieri Comunali Agropoli
Oggetto: Richiesta Interrogazione Parlamentare e Commissione d’Inchiesta criteri di valutazione Piano Sanitario Regionale – Ospedale Civile Agropoli – Uscita dalla rete di emergenza.
I sottoscritti Consiglieri Comunali, membri della Commissione Consiliare Sanità, premesso che:
1.In data 28/11/2008 il Consiglio Regionale della Campania ha approvato dopo “lunghe e tortuose” trattative il nuovo piano economico-sanitario Regionale;
2.l’Ospedale di Agropoli esce dalla rete dell’emergenza nonostante serie e motivate eccezioni, da più parti rappresentate al Consiglio ed alla Giunta Regionale, con grave danno per un vasto territorio di utenza e con numeri molto confortanti per il lavoro svolto negli anni 2004/2005/2006/2007;
3.Il Consiglio Comunale di Agropoli, unitamente ai Consigli Comunali dei centri che afferiscono all’ Ospedale stesso, con delibera congiunta hanno puntualmente precisato ogni particolare utile alla proposta di non sopprimere il Pronto Soccorso e mantenere Agropoli all’interno della rete dell’emergenza;
4.Tutto ciò non è stato assolutamente considerato da chi ha istruito e poi avallato tale nuova configurazione del Piano Ospedaliero e in particolare da parte della Giunta e del Consiglio Regionale;
5.Agropoli, Capaccio, Castellabate e tutti gli altri comuni limitrofi restano, in base al predetto piano Regionale, privi del “Pronto Soccorso”, nonostante una popolazione di oltre 100.000 unità e nel periodo estivo e otre che triplicata nel periodo estivo;
Tanto premesso, i sottoscritti
CHIEDONO ed INTERROGANO
Le SS.LL., ognuna per le proprie competenze, di voler valutare l’opportunità di investire la specifica Commissione Parlamentare d’Inchiesta e portare in sede di discussione Parlamentare tale argomentazione per accertare e/o verificare se e quali criteri siano stati adottarti per addivenire a tale decisione fortemente penalizzante per il nostro territorio.
In attesa Vs. riscontro
Con ossequio
Agropoli 29/11/2008
Dott.Emilio Malandrino ( V.Presidente del Consiglio Comunale )
Avv.Mario Pesca ( Capogruppo PDL )
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