Visualizzazione post con etichetta stupro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stupro. Mostra tutti i post

giovedì 19 febbraio 2009

Chi aiuta lo stupratore sarà punito come lui

Nel decreto anche ronde, video ed ergastolo lo per chi uccide

L’appuntamento è fissato per venerdì 20 febbraio. Quando il Consiglio dei Ministri dovrebbe dare l’ok al decreto legge “anti-stupri”. Oggi le ultime rifiniture, con un nuovo tavolo tecnico, ma il testo elaborato dal ministero degli Interni e della giustizia è praticamente pronto, rimpolpato, grazie al lavoro del ministero delle Pari Opportunità di Mara Carfagna, dai dispositivi sul reato di stalking (atti persecutori emolestie insistenti) e sulla violenza sessuale.

Ma andiamo con ordine. Le ronde innanzitutto. Rientrano, infatti, le regole, anche se attutite, volute dalla Lega. «I sindaci possono avvalersi» delle manifestazioni organizzate «da associazioni di cittadini non armati previa comunicazione al prefetto. Ronde, dunque, ma registrate e autorizzate.

Poi la videosorveglianza. I primi cittadini, in pratica, potranno applicare sistemi video nelle zone a rischio con maggiore libertà rispetto al passato.

Infine, uno dei pochi punti ancora in sospeso. Sulla proroga del trattenimento dei clandestini nei centri di raccolta, infatti, si sta ancora discutendo sul lasso temporale: trenta o sessanta giorni.

Tante le novità anche se si va più nello specifico sul reato di violenza sessuale. Raddoppia, per esempio, da 12 a 24 anni la prescrizione per il reato di violenza sessuale, ma soprattutto viene introdotto l’ergastolo nel caso di omicidio commesso in concomitanza della violenza. Quindi la pena che aumenta e passa da un minimo di 6 a un massimo di 12 anni (oggi punita con la reclusione da cinque a dieci anni). Mentre viene completamente ridisegnata la violenza di gruppo. Basta la partecipazione al branco, anche senza commettere la violenza per essere puniti come lo stesso violentatore.

In poche parole, si eliminano le diminuzioni di pena per i partecipanti che abbiano avuto un ruolo di secndaria importanza. Il cosiddetto “palo” per esempio, quello che si apposta e controlla la zona iene considerato alla stregua di chi commette il reato. Basta, poi, con i domiciliari per gli imputati, arriva la custodia cautelare in carcere obbligatoria. E via libera alla nuova figura di reato delle molestie sessuali. Per chi commetta molestie o atti a contenuto esplicitamente sessuale è prevista la reclusione da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni.

L’ultima, invece, riguarda l’introduzione del reato di stalking anche nell’ordinamento italiano. La Camera aveva già approvato il disegno di legge contro gli atti persecutori e le molestie insistenti, punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Ora l’iter subisce una brusca accelerata e la normativa si arricchisce del cosiddetto principio dell’ammonimento, con il perseguitato che può chiedere al magistrato una sorta di “cartellino giallo” contro il molestatore.

Libero 19.02.2009

mercoledì 4 febbraio 2009

Berlusconi: errore scarcerare chi stupra

ROMA— Sbagliato scarcerare gli stupratori. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a Studio Aperto, parla di «errore» commesso dai gip di Roma e di Tivoli per le brutali aggressioni della notte di Capodanno alla Fiera di Roma e di Guidonia ad una coppia di fidanzati. «È da considerarsi un errore», ha detto il premier, mettere agli arresti domiciliari gli autori di Il Pdl romano ha lanciato una petizione per l’esclusione delle attenuanti a chi agisce sotto l’effetto di alcol e droghe «un delitto imperdonabile e esecrabile come è la violenza sessuale». «Nessuno può restare insensibile al grido di dolore dei genitori dei due giovani e credo che nella coscienza di tutti siano da considerarsi degli errori le decisioni dei gip di Roma e di Tivoli».
«Occorrerebbe invece — ha concluso Berlusconi— che davvero i giudici applicassero le leggi e che quindi tutti i cittadini sentissero che la pena è una certezza e non qualcosa che in certi casi può essere obliterata»
Pena certa e stupratori come i mafiosi. Per evitare che chi violenta una donna finisca in poche ore agli arresti domiciliari, quattro donne parlamentari del Pd, Marinella Samperi, Cinzia Capano, Anna Rossomando e la capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, hanno proposto un emendamento al testo contro la violenza sessuale in discussione a Montecitorio con il quale si equiparano i violentatori ai mafiosi. Perché equiparare gli stupratori ai mafiosi? «Perché, come è noto, in quel caso l’applicazione degli arresti domiciliari deve essere valutata solo in via eccezionale».
Anche il Pdl, comunque, vuole evitare le scarcerazioni facili per gli stupratori. E l’esclusione delle attenuanti per chi agisce sotto l’effetto di alcol e di droghe. Il Pdl romano ha lanciato una petizione popolare per questo (da oggi saranno aperti numerosi gazebo in città) mentre la deputata del Pdl e responsabile delle Pari Opportunità di An, Barbara Saltamartini, ha presentato una proposta di legge che modificando il codice di procedura penale, introduce l’obbligo della custodia cautelare in carcere per chi è accusato di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e violenza di gruppo. Ieri il ministro Mara Carfagna aveva giurato: «Mai più arresti domiciliari», annunciando un emendamento al decreto legge sulla sicurezza in esame al Senato «per escludere i benefici premiali per coloro che si macchiano di reati tanto gravi».

"Corriere della Sera" 04.02.2009

domenica 1 febbraio 2009

Vivere a Guidonia

Abbiamo chiesto ad una giovane mamma che abita a Guidonia di raccontare la situazione che vive in questi momenti di tensione, ecco il suo racconto :

"da parecchi giorni la sera è tutto molto silenzioso quasi in modo innaturale; da queste parti la presenza degli immigrati è molto forte come potrai immaginare, ce ne sono praticamente ovunque, e quelli che si vedono in giro sono sfaccendati. Gli altri, quelli che hanno deciso di integrarsi con convinzione li ritrovi a LAVORARE, fanno di tutto, sono disponibili e molto laboriosi.Quindi solitamente non li vedi a zonzo perchè fanno una vita come la nostra, piena di sacrifici e molto più dura.Ora da qualche giorno sono spariti dalla circolazione anche quelli che non fanno niente: le ritorsioni fanno paura. Sul fronte della sicurezza, o meglio, dell'insicurezza che si avverte, qui è molto forte e si sente anche a Roma nei quartieri vicino alla periferia (per esempio Prati Fiscali/Conca d'Oro), l'altro giorno una mamma di un bambino che va a scuola con mio figlio mi ha detto che se esce la sera all'imbrunire non va mai in giro sola e non è l'unica a pensarla così.Negli ultimi tempi qui è cambiato molto il clima è quest'ultimo episodio ha inasprito molto la situazione, creato e fatto emergere disagi preesistenti. A Guidonia centro, molto vicino a dove è avvenuto lo stupro, è stata rafforzata la presenza dei carabinieri, non so nelle zone più estese di questo comune che è molto grande."